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Per Bper scossa al vertice: via il dg Togni, più poteri a Vandelli

Titta Ferraro

Fabrizio Togni lascia l'incarico di direttore generale di Bper. La banca ha comunicato che il cda, previo coinvolgimento ed espressione di parere favorevole del Comitato per le Remunerazioni, ha definito le condizioni per una risoluzione consensuale anticipata del rapporto in essere a far data dal 31 dicembre.

Bper si impegna a riconoscere un importo lordo di 500 mila euro attribuito cash e upfront, a titolo di patto di non concorrenza (stipulato per la durata di anni 4, con riferimento all’ambito bancario e finanziario per le principali regioni di operatività del Gruppo BPER Banca), ed 250.000 euro riconosciuti a titolo di incentivo all’esodo, da corrispondersi, parte in cash e parte in phantom stock, in un periodo complessivo di 5 anni, con applicazione delle clausole di malus e di claw back.

Il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca ha deliberato una revisione del modello organizzativo di vertice, volto al conseguimento di efficentamenti nel governo e nella gestione della Banca e del Gruppo. Nel dettaglio "la volontà di assicurare maggior sintesi nelle scelte di sviluppo dell’attività, ha indotto l’organo amministrativo della Banca a ritenere opportuna per il prosieguo l’attribuzione a un unico esponente della sovrintendenza dell’azione delle strutture di governo, di business ed operative". Non verrà quindi attivata la ricerca di un nuovo direttore generale con l'attribuzione di tale carica ad Alessandro Vandelli, Amministratore delegato della

Banca.

Il cda ha poi deliberato un rafforzamento della compagine di Direzione Generale, provvedendo alla nomina a Vice Direttore Generale Vicario di Stefano Rossetti, sino a pochi giorni fa Direttore Generale dell’incorporata Unipol Banca S.p.A.