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Per Goldman Sachs Stellantis è "buy"

Virgilio Chelli
·4 minuto per la lettura
Per Goldman Sachs Stellantis è
Per Goldman Sachs Stellantis è

Goldman Sachs inizia la copertura del produttore di auto nato dall’unione di FCA e PSA, a nessuna delle quali aveva aveva assegnato un giudizio, citando 4 ragioni per la sua view positiva

Una storia attraente per l’investitore con implicazioni di generazione di cassa e utili che nascono dalle sinergie. Così la Equity Research di Goldman Sachs introduce la decisione di iniziare la copertura di Stellantis, la casa nata dall’unione di FCA e PSA, con un rating BUY. In precedenza Goldman non assegnava un giudizio a nessuna delle due, ma ora vede una elevata probabilità che Stellantis raggiunga gli obiettivi di sinergie, che in termini di generazione di cash si cifrano in 5 miliardi di euro annualizzati, con un incremento di 80% in quattro anni, con un impatto positivo di 3 miliardi sul conto economico, pari al 32% circa dell’EBIT pro-forma calcolato sul 2019. Nel report che accompagna la decisione di assegnare il BUY, Goldman cita quattro ragioni a supporto.

MENO DUPLICAZIONI, PIÙ SCALA

La prima è che PSA e FCA offrono in Europa prodotti che coprono segmenti simili sia in termini di dimensione che di prezzo, per cui ha senso eliminare le duplicazioni, con un risparmio molto forte sugli investimenti in nuova tecnologia con cui equipaggiare le auto di nuova produzione. La seconda ragione citata da Goldman sono le economie di scala incrementale, che dovrebbero impattare positivamente il business soprattutto nella regione EMEA. Il terzo motivo è che entrambe le società confluite in Stellantis erano ancora in una fase molto precoce nello sviluppo delle batterie dedicate alle auto elettriche, e questo costituisce un vantaggio per il gruppo nato dalla fusione perché elimina alla radice i costi di eliminazione o di prevenzione delle duplicazioni.

UNA SPINTA DAL MERCATO AMERICANO

Goldman vede infine opportunità di contenimento dei costi nel necessario consolidamento delle funzioni di staffing centrale. Detto tutto questo, la grande casa d’investimento aggiunge che gli utili generati dal mercato americano dovrebbero ricevere una spinta dai nuovi prodotti, il cui lancio è previsto nei prossimi 18 mesi, soprattutto nel segmento delle utility monovolume, particolarmente interessante in termini di margini. Oggi questo mercato è dominato da General Motors e Ford, che detengono praticamente un duopolio di fatto. Già quest’anno Stellantis farà il suo ingresso con la Jeep Grand Wagoneer, che secondo Goldman potrebbe contribuire con un incremento di 5,5 mld in termini di ricavi annuali e di 1,1 mld in termini di EBIT.

NUOVA VERSIONE DEL GRAND CHEROKEE

Ma Goldman vede anche altri spazi di crescita per Stellantis in Nord America, notando che la Jeep Grand Cherokee ha il 14% del mercato in un segmento in cui Stellantis stima che i veicoli a tre file di sedute rappresentino il 70% del mercato, e che FCA introdurrà questa versione del nuovo Grand Cherokee nel 2021, con l’opportunità di acquisire nuove quote da aggiunge al suo portafoglio Nord America. In questo particolare segmento, Goldman vede un possibile contributo incrementale di 60.000 unità, pari a 2,5 miliardi di fatturato e 250 milioni di EBIT.

IL PEDIGREE DEL TEAM MANAGERIALE

Poi Goldman cita tra i fattori positivi un team manageriale con un pedigree in materia di ristrutturazioni, che nell’automotive non sempre sono imprese semplici, con quello di PSA che si è cimentato con successo in due operazioni di riassetto in Europe e quello di FCA che ha fatto la stessa cosa per le attività in Nord America. In entrambi i casi, inoltre, i manager delle sue società hanno adottato strategie affini, dando la priorità al mix dei prezzi rispetto ai volumi produttivi. Da non sottovalutare infine il posizionamento nel trend dell’elettrificazione, il che porta Goldman a escludere che nei prossimi anni Stellantis debba confrontarsi con problematiche di compliance relative alle emissioni di CO2.

VALUTAZIONI ANCORA TROPPO BASSE

Ultimo ma non certo da ultimo il fattore valutazioni di mercato. Secondo Goldman Equity Research, Stellantis è trattata a valutazione attraenti sia rispetto ai concorrenti americani che a quelli europei. In passato FCA veniva scambiata a uno sconto del 40% e più rispetto alla media dei multipli di Ford e GM, ma pagava anche una struttura di bilancio meno solida, bassa redditività in Europa e problematiche legate proprio alla compliance nelle emissioni. Ma tutti questi fattori ora vengono meno per Stellantis, per cui i multipli del titolo andrebbero rivisti e almeno allineati a quelli di Ford e GM.