Italia Markets close in 3 hrs 4 mins

Per il Duomo di Milano -80% di visitatori e 23 milioni di perdite

Maria Teresa Santaguida
·3 minuto per la lettura

AGI - Ammontano a circa 23 milioni le perdite subite dal bilancio del Duomo di Milano quest'anno a causa del crollo dei visitatori dovuto alla pandemia. La previsione per il 2020 è di non superare i 550mila visitatori circa, con un calo di oltre l'80% delle presenze. 

A comunicare i numeri è stato Fulvio Pravadelli, direttore generale della Veneranda Fabbrica. In percentuale l'organizzazione che gestisce il perenne cantiere della cattedrale e tutte le iniziative turistiche stima entrate diminuite dell'85% rispetto all'anno precedente, poiché nel 2020 solo "i primi due mesi hanno visto un flusso di turisti in linea con quello degli altri anni".

"L'anno che si va a chiudere è stato tremendo", ha commentato il presidente della Veneranda Fabbrica, Fedele Confalonieri, nel suo intervento: "Nel 2019 avevamo avuto circa 2,8 milioni di visitatori, di cui oltre il 60% proveniente da Paesi stranieri. Le cifre parlano chiaro, e stimiamo che per quest'anno ci fermeremo a poche decine di migliaia. Anche l'anno prossimo, purtroppo, prevediamo che non ci saranno grandi cambiamenti, quindi dobbiamo affrontare una realtà drammatica", ha specificato Confalonieri. 

I lavori di restauro non si fermano

"Vogliamo assolutamente continuare i lavori di restauro - ha poi spiegato Pravadelli - abbiamo, per fortuna, rinnovato l'accordo per un contributo con il Ministero delle Infrastrutture e stiamo definendo quello con la Regione Lombardia. Grazie a queste risorse e ad un po' di riserve che abbiamo e che riusciremo a trovare con le nuove forme di finanziamento, abbiamo intenzione di continuare. Sarà possibile qualche dilazione, ma stiamo cercando di privilegiare le forze interne e non gli appalti esterni, con l'obiettivo di mantenere la tabella di marcia per i prossimi tre anni".

Tra i restauri più impegnativi che la Veneranda Fabbrica sta svolgendo c'è quello del grande organo, "a cui ha contribuito anche Banca Intesa". A spiegare la necessità dell'intervento è stato l'ingegner Francesco Canali, direttore dei lavori, che è intervenuto proprio dalle guglie della cattedrale: "Secondo l'ultima valutazione straordinaria l'organo era giunto ad un fine vita. Se interrompiamo il restauro rischiamo di perdere il funzionamento di uno dei dieci più grandi organi del mondo, il più grande d'Italia e il secondo più grande d'Europa".

Fin dal 1387, anno dell'inizio dei lavori, la Veneranda Fabbrica non ha mai smesso di funzionare per mettere in sicurezza la struttura monumentale: "La Fabbrica del Duomo non puo' fermarsi - ha illustrato Canali - anche perche' gli investimenti fatti per garantire l'esecuzione dei lavori, ad esempio il grande ponteggio che fascia da qualche anno una lato della facciata, ha un costo di centinaia di migliaia di euro che deve essere ammortizzato in tempi sensati. La manutenzione richiede cure continue, e se i lavori non vengono fatti in tempi brevi, la statica potrebbe avere delle conseguenze. Le soste sono davvero un problema soprattutto per la sicurezza, oltre che per la conservazione e valorizzazione".

"Con la sua inesausta vena creativa, nonostante il lockdown che colpisce in modo totalizzante la cultura e il turismo e che ci auguriamo di superare molto presto, la Veneranda Fabbrica continua a lavorare attraverso i propri cantieri di restauro per continuare a far risplendere l'infinita bellezza della Cattedrale, pronta ad accogliere i nuovi visitatori che ne varcheranno le soglie per affiancarsi ai fedeli che in questi giorni d'Avvento vivono il Duomo in un clima di sobrieta' e di raccoglimento interiore", ha aggiunto monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo di Milano.