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Per il Fmi rallenta la ripresa globale, tagliate le stime 2022 per l'Italia

·3 minuto per la lettura

(Adnkronos) - Roma. In uno scenario di rallentamento della crescita globale, il Fondo Monetario Internazionale taglia le stime per il Pil dell'Italia per l'anno in corso, abbassandole di 0,4 punti a +3,8%. Al tempo stesso però nell'aggiornamento del World Economic Outlook si rialza la previsione per il 2023 di 0,6 punti - rispetto alla valutazione fatta a ottobre scorso - con un Pil adesso previsto in aumento del 2,2%. Nell'anno appena concluso invece il Fondo stima che l'economia italiana abbia messo a segno una ripresa del 6,2% dopo il -8,9% registrato nel 2020.A livello globale, si spiega, l'economia "entra nel 2022 in una posizione più debole del previsto" per via delle restrizioni alla mobilità imposte dalla variante Omicron eper la crescita dell'inflazione "più alta e duratura di quanto stimato" a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia e delle strozzature nell'offerta".La nuova stima per il Pil mondiale è tagliata di 0,5 punti rispetto a quanto previsto a ottobre scorso le stime sulla crescita globale, che dovrebbe scendere dal 5,9% del 2021 al 4,4% nell'anno in corso. Per il 2023 invece la stima di crescita è rialzata di 0,2 punti al 3,8% ma è - si precisa - una previsione "subordinata" al miglioramento della situazione sanitaria nella maggior parte dei paesi entro la fine del 2022 , "ipotizzando che i tassi di vaccinazione migliorino in tutto il mondo e che le terapie diventino più efficaci". Alla base del taglio delle stime di crescita globale per il 2022 ci sono i problemi, di natura differente ma ugualmente preoccupanti, che toccano le principali due economie mondiali, Stati Uniti e Cina. Il Fondo ha ribassato di ben 1,2 punti la previsione per il Pil Usa nell'anno in corso portandola al 4,0%, ribasso solo in parte compensato dal rialzo di 0,4 punti per il 2023 al 2,6%, mentre per la Cina, unica grande economia a crescere persino nel 2020, per quest'anno è stimata una brusca frenata al 4,8% dal +8,1% del 2021 (-0,8 punti sulle stime di ottobre).

Per gli Usa a pesare sono - spiega il Fondo - diversi fattori, dalla cancellazione del pacchetto di politiche fiscali Build Back Better al ritiro anticipato dell'accomodamento monetario, passando per i persistenti problemi nell'offerta con impatti su retribuzioni e inflazione. La Cina, invece, sconta le 'rigidità' imposte dalla politica di tolleranza zero per il COVID-19 e le persistenti tensioni sui mercati immobiliari.

"La ripresa globale - spiega Gita Gopinath, già capo economista del Fondo Monetario Internazionale e da pochi giorni prima vice-direttrice generale- continua ma deve affrontare molteplici sfide mentre la pandemia entra nel suo terzo anno": tuttavia l'impatto negativo della variante Omicron "peserà sull'attività nel primo trimestre del 2022, ma il suo impatto si attenuerà a partire dal secondo trimestre".

Quanto è successo in questi ultimi due anni, osserva, "ci conferma che la crisi e la ripresa in corso non hanno precedenti": in questo scenario i governanti "devono monitorare con attenzione" i dati economici in arrivo, "prepararsi agli imprevisti ed essere pronti a comunicare ed eseguire cambiamenti di politiche con breve preavviso". In questo modo, conclude, "una cooperazione internazionale coraggiosa ed efficace dovrebbe garantire che questo sia l'anno in cui il mondo sfugge alla morsa della pandemia".

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