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Per la prima volta in 32 anni la Cina crescerà meno dei suoi vicini

Chen Bin / XINHUA / Xinhua via AFP

AGI - Il Pil cinese, azzoppato dalle politiche zero-Covid e dalla crisi del mercato immobiliare, crescerà quest'anno meno del resto dell'area Asia-Pacifico per la prima volta dal 1990. Il dato emerge dalle nuove previsioni della Banca Mondiale, secondo cui l'incremento del prodotto interno lordo della seconda economia mondiale si fermerà al 2,8%, contro il +8,1% segnato nel 2021 e il +5% stimato dallo stesso istituto di Washington ad aprile. Nel 2023 la crescita dovrebbe attestarsi al 4,5%.

Le aspettative per il resto della regione sono state invece migliorate. L'area, rispetto alla quale l'economia cinese ha un peso dell'86%, dovrebbe crescere del 5,3% nel 2022, contro il +2,6% dello scorso anno, sostenuta dall'aumento dei prezzi delle materie prime e dalla ripresa dei consumi interni dopo la pandemia di coronavirus.

La Cina aveva fissato un obiettivo per il Pil di circa il 5,5% quest'anno, che sarebbe stato comunque il piu' basso da tre decenni, ma le prospettive si sono notevolmente deteriorate negli ultimi sei mesi. La politica di contrasto alla pandemia di coronavirus attraverso lockdown e test di massa ha limitato la mobilità e ridotto l'attività dei consumatori proprio mentre il settore immobiliare - che rappresenta circa il 30% dell'attività economica cinese - sta subendo un crollo storico. Lunedì anche l'Ocse ha previsto un rallentamento dell'economia cinese al 3,2% quest'anno. La scorsa settimana era stata invece la Banca asiatica per lo sviluppo a rivedere al ribasso le proprie previsioni di crescita per il 2022, tagliandole dal 5% di aprile al 3,3%.