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Per le tlc italiane ricavi 2018 in calo ma investimenti al top

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Milano, 6 nov. (askanews) - Nel 2018 il mercato delle telecomunicazioni in Italia ha subìto una contrazione dei ricavi del 2%, interrompendo il seppur debole trend positivo avviato nel 2016, a causa del calo della telefonia mobile (-5,3%) dovuto all'abbassamento dei prezzi e alla maggiore competizione nel settore. Ciononostante quello italiano si conferma il quarto mercato per dimensioni in Europa con vendite pari a 31,6 miliardi. La Germania (57,4 mld) guida la classifica, davanti al Regno Unito (37,8 mld) e alla Francia (35,6 mld). E' quanto emerge dall'indagione dell'Area Studi di Mediobanca sul settore delle tlc.

Il settore in Italia rappresenta l'1,8% del Pil nazionale e il 5,9% degli investimenti complessivi, senza considerare l'asta per l'assegnazione delle licenze d'uso delle frequenze 5G, che ha comportato introiti per lo Stato italiano per 6,55 miliardi. In un contesto di leggera flessione dei ricavi nel 2018, dovuti al calo del mobile mentre la telefonia fissa è in crescita (+1,2%), a far ben sperare per il futuro sono proprio gli investimenti in infrastrutture (8,4 mld, +17%), che si avvicinano ai livelli della Germania (9 mld), che però ha un fatturato quasi doppio rispetto a quello italiano. Significativa, da questo punto di vista, l'accelerazione del processo di infrastrutturazione relativo ai servizi ultrabroadband e l'avvio delle operazioni propedeutiche al lancio della rete mobile 5G.

Anche quest'anno la classifica dei principali player del nostro paese è dominata da Tim, con un fatturato di 18,7 miliardi, nonostante il calo del 4,2% rispetto al 2017. Si conferma al secondo posto Vodafone Italia (5,9 mld, -5,6), seguita da Wind Tre (5,4 mld, -9,9%). In evidenza Fastweb, l'unica compagnia a veder crescere il proprio fatturato sia nel 2018 (+8,2%) sia negli ultimi cinque anni (+24,6%). Sul fronte della redditività industriale nel 2018 svetta Tim (Mon al 17,5%) che vanta anche un tasso di investimento industriale sul fatturato da prima della classe (30,1% nell'ultimo triennio).

Fastweb è al top per tasso medio di investimenti nel quinquennio 2014-2018 (33,7%). Dal 1999, data di fondazione della società, ha investito nella propria infrastruttura di rete fissa oltre 10 miliardi. Rispetto al 2018, invece, è Vodafone Italia ad aver investito la maggiore quota di ricavi (51,8%). Gli investimenti industriali nel 2018 sono influenzati dagli esiti dell'asta per l'assegnazione delle frequenze 5G, che ha comportato introiti per lo Stato per 6,55 miliardi (Tim e Vodafone Italia con 2,4 mld ciascuno, Iliad con 1,2 mld, Wind Tre con 516,5 mln e Fastweb con 32,6 mln).