Italia Markets closed

Per Piazza Affari è il migliore anno dal 1998

Gaetano Evangelista
 

Nuovi massimi storici su scala mondiale, grazie ad una raccolta netta pari a 7.5 miliardi di dollari da parte di fondi comuni ed ETF azionari. E se dovessero rientrare i quasi 350 miliardi di dollari, defluiti soltanto nell'ultimo anno, soltanto dai fondi comuni, soltanto negli Stati Uniti?

E così i listini azionari mondiali inanellano la quinta settimana positiva di fila. Vale anche per Piazza Affari, che consolida la sua leadership nell’ambito degli indici del G7: quest’anno l’indice FTSE All Share Italia stacca un risultato del 26.8%, senza considerare i dividendi. Fosse finito venerdì, il 2019 sarebbe il migliore anno per la borsa italiana dal 1998.

Ma, come si diceva, la crescita è risultata armoniosamente globale. L’indice MSCI World è su nuovi massimi storici, avendo appena accantonato un aggiustamento partito ad inizio 2018. Ben 58 delle prime 75 borse al mondo (più dei tre quarti) vantano un saldo positivo, più della metà (39) a doppia cifra percentuale; mentre solo due listini – Libano e Nigeria – scontano una performance inferiore al -10%. La Advance-Decline Line mondiale, da tempo su massimi assoluti, fornisce conferme prospettiche.

Gli investitori, soltanto ora sembrano essersi risvegliati dal torpore. La settimana scorsa “ben” 7.5 miliardi di dollari sono affluiti a fondi comuni ed ETF azionari globali, riporta il Financial Times, che così spiega i nuovi massimi assoluti dei listini. È la raccolta netta settimanale migliore quasi degli ultimi due anni. Figurarsi se ad un certo punto dovessero essere ribaltati i quasi 350 miliardi di dollari, defluiti soltanto dai fondi comuni, soltanto negli Stati Uniti.

Ad un certo punto gli investitori, persuasi dal diradarsi delle nuvole che hanno gravato sui mercati per tutto l’anno, saranno indotti a rientrare, fatalmente nel momento peggiore: un Sell on News da manuale. Ma non sembra che quel momento sia a portata di mano: al di là di occasionali correzioni, i listini sono ora stagionalmente immunizzati al peggio.

Fra i diversi modelli che hanno anticipato la dinamica radiosa di Wall Street, ce n’è uno che riproponiamo nel Rapporto Giornaliero di oggi, debitamente aggiornato. A giugno fu proposta una previsione, che la borsa USA ha fedelmente ricalcato, fino ad ora. Quello script esigerebbe ora un paio di settimane di consolidamento, prima di un ulteriore sprint fino a fine anno. La stagionalità difficile della parte centrale di novembre concorderebbe.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online