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Per lo S&P500 è il migliore anno dal 1997

Gaetano Evangelista
 

La teoria suggerisce che la persistente sollecitazione delle resistenze, finisce per indebolirne progressivamente la capacità contenitiva. Un breakout diventa via via sempre più probabile, con il passare del tempo.

I mercati azionari mondiali entrano nel quarto trimestre con il vento in poppa. Era dal 1997 che lo S&P500 non registrava una performance, inclusiva di dividendi, superiore al 20% alla fine di settembre. Dopo 21 anni, un’altra annata indimenticabile. Non c’è che dire: gli investitori non hanno di che lamentarsi, quest’anno. Tutto fieno in cascina per i momenti meno brillanti.

Naturalmente nulla sale in linea retta, e la finestra stagionale sfavorevole, segnalata a partire dalla terza decade del mese scorso, non si è ancora chiusa. La scadenza ciclica del Delta System di venerdì scorso favoriva un rimbalzo, sulla cui estensione temporale ci siamo già pronunciati. Una volta esauritasi questa reazione, Wall Street convergerà verso un minimo dal quale le quotazioni si risolleveranno verso l’atteso rally di fine anno.

Si è chiuso difatti il setup auspicato nel mese di ieri: un terzo trimestre positivo, accompagnato da un mese di settembre parimenti positivo. Il Rapporto Giornaliero di ieri si è soffermato sulle performance preventivabili nel quarto trimestre alla luce di questo importantissimo setup stagionale.

A proposito di indici, il “nostro” MSCI Euro continua a flirtare con una fascia di resistenza dichiarata e nota praticamente da anni: ci ha incocciato una prima volta nel 2015, ne è stato ripetutamente respinto fra il 2017 e il 2018, e ci sta lavorando a ridosso da sei mesi a questa parte.

La teoria suggerisce che la persistente sollecitazione delle resistenze, finisce per indebolirne progressivamente la capacità contenitiva. Un breakout diventa via via sempre più probabile, con il passare del tempo. Con l’ovvia conseguenza che il seguito risulta proporzionalmente più gratificante per gli investitori.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online