Per Telecom Italia non c’è pace. Un titolo da acquistare o no?

QUOTAZIONI CORRELATE

SimboloPrezzoVariazione
BELI.PA28,96-1,13
TIAJF0,90810,0000
C48,220,04
FTSEMIB.MI21.613,30+78,78
BARC.L246,50+8,95

A Piazza Affari i riflettori continuano ad essere puntati su Telecom Italia (Other OTC: TIAJF - notizie) che già da diverse giornate sta catalizzando l’attenzione degli investitori. Ieri il titolo aveva cercato inizialmente di spingersi in avanti, sostenuto dalle dichiarazioni di Bernabè in merito allo scorporo della rete e alla possibile integrazione con 3 Italia. L’intervento degli acquirenti però ha avuto vita breve, tanto che Telecom Italia ha in seguito invertito direzione di marcia, scivolando in territorio negativo e chiudendo gli scambi in flessione di oltre due punti e mezzo percentuali. Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) vendite peraltro proseguono anche oggi visto che il titolo non solo non riesce a sintonizzarsi con il rimbalzo di Piazza Affari, ma occupa la penultima posizione nel paniere del Ftse Mib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) . Mentre scriviamo le azioni dell’ex monopolista italiano vengono scambiate a 0,585 euro, con un ribasso dell‘1,68% e oltre 49 milioni di titoli transitati sul mercato fino ad ora, poco più della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 90 milioni di pezzi. Ricordiamo che in occasione dell’assemblea degli azionisti, Bernabè ieri si è mostrato favorevole all’integrazione con 3 Italia a condizione che le valutazioni delle due aziende siano corrette. Secondo indiscrezioni di Bloomberg, sarebbero ‘corrette’ se portassero Hutchison a detenere al massimo il 10% di Telecom Italia, valutata poco più di 1 miliardo di euro. Il presidente operativo di Telecom Italiaha inoltre indicato che la cessione di una porzione di rete a Dassa Depositi e Prestiti fornirebbe le risorse per accelerare gli investimenti nella rete. Il manager non ha escluso ulteriori svalutazioni di goodwill, mentre nel frattempo il gruppo dispone di riserve distribuibili per 5 miliardi di euro.

, Con riferimento alla possibile integrazione con 3 Italia, gli analisti di Equita SIM ritengono che il maggior valore della fusione non sarebbe creato dal deal stesso, per cui non è dai termini della negoziazione che si estrae il maggior valore, quanto dalla semplificazione dell’arena competitiva diventata molto opportuna alla luce del debole andamento dei risultati.

In attesa di novità non cambia la strategia di Equita SIM che opta per la prudenza e mantiene invariata la raccomandazione “hold” sul titolo, con un prezzo obiettivo a 0,78 euro. Poco entusiasmo anche da parte di Barclays (Londra: BARC.L - notizie) che proprio ieri ha ritoccato leggermente al ribasso il target price di Telecom Italia da 0,77 a 0,76 euro, sulla scia di una rivisitazione verso il basso delle stime per i prossimi trimestri. Ricordiamo che il broker già prima della fine del mese scorso aveva rivisto la raccomandazione sul titolo da “overweight” ad “equalweight”. Altrettanta cautela viene espressa da Citigroup (NYSE: C - notizie) che in una nota diffusa oggi ha ribadito il rating “neutral” sulle azioni del gruppo telefonico. La view cauta è dettata dall’attesa per un primo trimestre debole per Telecom Italia, visto che la banca americana ritiene che i numeri dei primi tre mesi dell’anno risentiranno dell’aumento dlela pressione del mercato domestico. Gli analisti si aspettano una contrazione dei ricavi della telefonia fissa pari al 7,5% rispetto al calo del 9,4% del quarto trimestre del 2012 e in confronto al 6,4% del terzo trimestre dello scorso anno. Quanto alla divisione mobile, il fatturato dovrebbe scendere in maniera ancora più consistente del 17%, rispetto alla flessione dell‘11,7% degili ultimi tre mesi del 2012.

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