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Perché la BCE è più restrittiva della Fed

Gaetano Evangelista
 

Il mercato prezza ora una probabilità, pressoché nulla ma fino a venerdì assente dagli schermi, di nulla di fatto (6%). Niente di cui discutere, ma da’ la misura circa lo spostamento delle aspettative indotte dal rapido ripristino della positività della curva dei rendimenti.

I mercati finanziari sono impattati dallo shock prodotto dagli attacchi terroristici agli impianti petroliferi sauditi sperimentati nel fine settimana. L’impatto sulle quotazioni del petrolio è stato drammatico; quello sui listini azionari, tutto sommato contenuto: Piazza Affari fa registrare un calo che ancora una volta rimanda l’appuntamento fatale con quota 22.000 punti di indice MIB; Wall Street contiene i danni registrando contrazioni marginali.

L'attenzione ora si sposta verso la riunione del braccio operativo della Federal Reserve. Che il FOMC sia orientato a tagliare i tassi ufficiali di un quarto di punto, lo sanno anche i bambini che tornano in questi giorni a scuola; che ormai non ci siano altre discussioni in merito all’entità della manovra, invece, è notizia delle ultime ore.

Addirittura il mercato prezza ora una probabilità, pressoché nulla ma fino a venerdì assente dagli schermi, di nulla di fatto (6%). Niente di cui discutere, ma da’ la misura circa lo spostamento delle aspettative indotte dal rapido ripristino della positività della curva dei rendimenti americana: l’esigenza di tagliare in misura più brutale, pur discussa fino a pochi giorni fa, è stata definitivamente accantonata.

Ciò paradossalmente non fornisce sostegno al dollaro, per un motivo ben preciso: la manovra BCE risulta ben più restrittiva. Proprio così: le esenzioni concesse all’applicazione del nuovo tasso sui depositi (riserve in eccesso in misura superiore a sei volte rispetto a quelle obbligatorie) affranca circa 800 miliardi di depositi da parte delle banche europee. Sicché il tasso sui depositi medio ponderato risulta collocarsi al -0.27%, dal precedente -0.40%: di fatto il tasso BCE è salito, non sceso.

Ritornando all’esplosione delle quotazioni del greggio, il Rapporto Giornaliero di oggi consente di avere un’idea circa i contraccolpi prevedibili per i prossimi mesi per il mercato azionario: sono visualizzati i casi più recenti di rialzo a doppia cifra percentuale da part della varietà WTI.

La risposta a media scadenza (da due a sei mesi) di S&P500 e soprattutto Nasdaq Composite, ha del sorprendente.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online