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Perché gli investitori devono guardare oltre l’esito delle elezioni USA

Leo Campagna
·2 minuto per la lettura
Perché gli investitori devono guardare oltre l’esito delle elezioni USA
Perché gli investitori devono guardare oltre l’esito delle elezioni USA

Per Matt Miller (Capital Group) investitori dovrebbero evitare un errore frequente, quello di reagire agli eventi politici a breve termine piuttosto che concentrarsi sui loro obiettivi a lungo termine

Le elezioni presidenziali USA hanno fatto registrare numeri record in termini di affluenza mobilitando gli elettori sia dello schieramento repubblicano che di quello democratico. A questa mobilitazione si è aggiunta l’enorme quantità di voti postali (oltre 80 milioni di schede) che ha rallentato lo spoglio dei voti lasciando incerto l’esito del voto per giorni o addirittura settimane. Per superare questo periodo di incertezza politica, la pazienza sarà il fattore chiave, anche per gli investitori: è infatti probabile che la volatilità del mercato si manterrà su livelli elevati fino a quando o Trump o Biden non saranno dichiarati vincitori.

CONCENTRARSI SUGLI OBIETTIVI DI LUNGO PERIODO

“C'è comprensibilmente molta ansia in questo momento, ma gli investitori dovrebbero evitare un errore frequente, quello di reagire agli eventi politici a breve termine piuttosto che concentrarsi sui loro obiettivi di lungo periodo” fa presente Matt Miller, Economista politico di Capital Group. Il cui riferimento è al fatto che, nella storia, i mercati hanno superato elezioni presidenziali contestate, gravi pandemie e recessioni economiche: sebbene non si siano solitamente manifestate tutte nello stesso anno, le crisi sono state comunque superate.

I MERCATI VANNO MEGLIO SOTTO UN CONGRESSO DIVISO

Nei prossimi giorni (o settimane) la presidenza potrebbe andare ad ognuno dei due contendenti con un risultato certo, in base al conteggio iniziale nella notte delle elezioni: gli Stati Uniti rimangono sostanzialmente divisi come lo erano quattro anni fa, quando Trump vinse inaspettatamente le elezioni del 2016. Tradotto in pratica, significa che chiunque vinca queste elezioni avrà l’arduo compito di cercare di portare unità e di sanare le ferite di una nazione spaccata in due. “Incidentalmente, secondo la nostra analisi, i mercati hanno ottenuto i risultati migliori proprio sotto un Congresso diviso” puntualizza Miller.

I DATI PIÙ RECENTI SEGNALANO UNA FORTE RIPRESA DEGLI USA

Per quanto riguarda l'economia statunitense, è vero che gli Stati Uniti sono caduti in una recessione all'inizio di quest'anno, a seguito del blocco quasi completo delle attività a seguito delle misure di lockdown imposte dal governo. Tuttavia i dati più recenti, diffusi appena cinque giorni prima delle elezioni, hanno mostrato un rimbalzo del tasso annuo del PIL del 33%, beneficiando della domanda repressa dei consumatori e delle massicce misure di stimolo del governo. A trainare la ripresa la vendita di case che ha beneficiato di una domanda crescente e di tassi dei mutui storicamente bassi.

MERCATI AZIONARI USA IN POSITIVO

Nonostante questi andamenti altalenanti dell’economia e delle conseguente volatilità dei mercati finanziari che ha toccato picchi record in marzo, l’indice S&P 500 è riuscito a guadagnare, su base annua fino al 30 ottobre, il 2,8%, guidato dai titoli tecnologici e dell’elettronica di consumo che sono cresciuti nonostante i lockdown.