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Perché Instagram è ossessionato dai nuovi Bureaux di Jacquemus a Parigi?

Di Carlotta Marelli
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Julien Thomas Hamon
Photo credit: Julien Thomas Hamon

From ELLE Decor

Ci è voluta una story Instagram di Simon Porte per placare la polemica nata sulla pagina di Say Hi To in merito ai nuovi uffici di Jacquemus a Parigi, accusati di replicare senza credito il lavoro di Hans e Wassili Luckhardt. Entrando, i visitatori trovano infatti una scrivania metallica sostenuta da due imponenti colonne molto simile a quella progettata dai fratelli tedeschi per la Haus Am Rupenhorn, realizzata a Berlino nel 1932. Il riferimento è chiaro ed esplicito e, come spiega Porte, rappresenta un “tributo a una delle mie foto preferite, che mostra il lavoro di Hans e Wassili Luckhardt”.

Risolto l’arcano, possiamo tornare a gli interni dei nuovi bureaux di Jacquemus a Parigi, emblema di una storia di successo che ha come protagonista il brand indipendente creato da uno stilista appena trentenne capace di trovare il giusto equilibrio tra individualità ed esigenze del mondo della moda.

Photo credit: Julien Thomas Hamon
Photo credit: Julien Thomas Hamon

Punto di partenza delle sue collezioni sono spesso la famiglia e il luogo d’origine, la Provenza, che diventa tema centrale anche di questi ambienti, pensati dal direttore artistico Simon Porte Jacquemus – con il set design di Till Duca e Samuel Begis, con la collaborazione di Sophie Pinet – per ricreare il sud della Francia nel centro di Parigi, non lontano da Parc Monceau (nel 8e arrodissement).

Photo credit: Julien Thomas Hamon
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“Per me era importante documentare questi uffici, è un grande orgoglio come marchio indipendente essere arrivato fin qui” ha raccontato Porte in un’intervista. “La maison Jacquemus esiste da più di dieci anni, sono molto felice che io e il mio team possiamo lavorare in locali che riflettono l'universo solare e ispirano Jacquemus . È un'energia positiva che spero renda felice il mio team di venire a lavorare ogni giorno in ufficio”.

Photo credit: Julien Thomas Hamon
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Tra i molti pezzi di design scelti per arredare gli spazi ci sono il divano Mississippi disegnato negli anni ’70 da Pierre Paulin per Artifort, la P-Strut chair di Howard Meister, le sedie di Rei Kawakubo per la galleria d’arte parigina A1043, il divano DS-600 di De Sede, la sedia MR di Mies van der Rohe e masterpiece del design italiano come il divano Camaleonda di Mario Bellini per B&B, recentemente rieditato, e la scrivania Prima Duna di Alessandro Mendini.

Photo credit: Julien Thomas Hamon
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Nel dehor, un grande tavolo bianco curvo si ispira all’arredamento del giardino nel film My Uncle di Jacques Tati, mentre le sedute dalle sezioni circolari e quadrate si ispirano ai sandali Les ronds Carrés di Jacquemus, in cui l'incontro di forme quadrate e circolari sovvertiva l'idea del classico block heel.

Photo credit: Julien Thomas Hamon
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