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Perché investire nel settore healthcare senza puntare sui vaccini

Redazione
·3 minuto per la lettura
Perché investire nel settore healthcare senza puntare sui vaccini
Perché investire nel settore healthcare senza puntare sui vaccini

Per Vinay Thapar di AllianceBernstein l’elevata concorrenza renderà poco redditizi i vaccini anti Covid-19: meglio concentrarsi sulla solidità del modello di business

La corsa al vaccino contro il Covid-19 è partita subito dopo l’isolamento del virus. Finora due candidati hanno tagliato il traguardo - Pfizer/BioNtech (in Europa e Usa) e Moderna (solo negli Usa) – e molti altri stanno superando le varie fasi di sperimentazione. Ma di fronte a questo vero e proprio esercito di candidati vaccini, che ovviamente tutti si augurano siano più efficaci possibile, la domanda che gli investitori devono porsi è: conviene investire nelle società impegnate in questa corsa?

L’ANDAMENTO DELL’INDICE MSCI WORLD HEALTH CARE

Vinay Thapar, portfolio manager e senior research analyst di AllianceBernstein (AB), pur riconoscendo la facilità di cedere alla tentazione di scegliere le aziende in base ai farmaci che producono, crede che non sia conveniente per gli investitori concentrarsi sul vaccino. A sostegno della sua tesi, Thapar porta una serie di dati, a partire dall’andamento dell’MSCI World Health Care Index che, dalla data di annuncio del vaccino Pfizer (9 novembre) al 20 novembre ha sottoperformato rispetto all’indice globale.

CONCENTRARSI SUL MODELLO DI BUSINESS

Secondo l’esperto di AB, “gli investitori dovrebbero concentrarsi più sul business aziendale che sulla scienza” senza, dunque, provare a indovinare quali saranno i farmaci di successo nel futuro più o meno prossimo. Il caso del vaccino anti Covid-19 non fa eccezione, anche perché al momento la concorrenza è altissima, con 70 aziende che stanno lavorando a più di 200 vaccini. “Dato l’enorme ammontare di risorse investite, è probabile che più di un vaccino arrivi sul mercato – spiega Thapar – la domanda sarà ingente, ma considerata la concorrenza che verrà a crearsi riteniamo che i vaccini anti Covid-19 non saranno prodotti così redditizi”.

POCHI FARMACI ARRIVANO ALL’APPROVAZIONE

Come per i farmaci in generale, anche per questo tipo di vaccini è difficile prevedere il successo. In altre parole: solo pochi candidati arrivano fino all’approvazione necessaria per la commercializzazione. Vinay Thapar ricorda che tra le migliaia di aziende biotecnologiche fondate dal 1976 ad oggi “solo 59 hanno più di un farmaco approvato e solo 5, in base a dati aggiornati al 2017, ne hanno più di 4”.

LE AZIENDE DEL SETTORE SANITARIO

Cosa definisce, dunque, un solido modello di business nel settore sanitario? Secondo l’esperto di AB, “le società sanitarie con modelli più forti hanno caratteristiche simili a quelle delle migliori aziende di altri settori” come rendimenti del capitale elevati e alto tasso di reinvestimento. Ovviamente, sottolinea Thapar, esistono caratteristiche del comparto sanitario che offrono sostegno a solide dinamiche di business per le aziende di settore, come per esempio il sequenziamento del genoma umano, la chirurgia mini-invasiva, la robotica e la telemedicina. Tuttavia, per le imprese solide i farmaci di successo sono un bonus perché, secondo l’esperto di AB, “i prodotti e i servizi capaci di rendere più efficienti la cura dei pazienti e la gestione dei sistemi sanitari avranno la meglio nel tempo”.

SCEGLIERE IL VANTAGGIO COMPETITIVO

In conclusione, quindi, secondo Vinay Thapar “gli investitori non dovrebbero lasciarsi distrarre dai titoli dei giornali e dai marcati movimenti azionari dei produttori di vaccini” perché i portafogli investiti nel settore sanitario dovrebbero concentrarsi sulle aziende che presentano un vantaggio competitivo a lungo termine. Per scegliere questo tipo di approccio, AllianceBernstein mette a disposizione l’AB International Health Care Portfolio, fondo che vanta le cinque stelle Morningstar. Si tratta, nello specifico, di un comparto che mira a investire in aziende innovative con un posizionamento pensato per poter avere successo nel lungo termine nonostante le pressioni politiche e sui prezzi, con un ritorno sul capitale investito (ROIC) elevato o in miglioramento, forti tassi di reinvestimento, bilanci solidi e un vantaggio competitivo durevole.