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Perché la finanza etica da sempre dice “no” al settore delle armi

Redazione
·3 minuto per la lettura
Perché la finanza etica da sempre dice “no” al settore delle armi
Perché la finanza etica da sempre dice “no” al settore delle armi

Da oltre 20 anni Banca Etica ed Etica Sgr perseguono questa mission, una scelta di campo sempre più apprezzata da risparmiatori e organizzazioni che chiedono concretezza ai propri valori, anche nelle scelte finanziarie

A fine gennaio il governo italiano ha annunciato lo stop alla vendita di bombe all'Arabia Saudita e agli Emirati Arabi. Un provvedimento che riguarda diverse licenze, tra le quali una relativa a quasi 20mila bombe aeree, per un valore totale di oltre 400 milioni di euro.

BLOCCO ITALIANO ALL’EXPORT DI ARMI CONTEMPORANEO AGLI USA

Il blocco all’export italiano è stato deciso in contemporanea con l’amministrazione Biden che ha sospeso “temporaneamente” la vendita di armi all’Arabia Saudita. Quest’ultima, infatti, partecipa alla guerra in Yemen in coalizione con gli Emirati Arabi Uniti, ed è stata più volte accusata di massacri indiscriminati nei confronti della popolazione civile proprio in Yemen. “La finanza etica nasce con il proposito di opporsi alle attività e ai settori legati alle armi. Da oltre 20 anni Banca Etica ed Etica Sgr perseguono questa mission, una scelta di campo sempre più apprezzata da risparmiatori e organizzazioni che chiedono concretezza ai propri valori, anche nelle scelte finanziarie” fanno sapere da Etica Sgr.

L’APPREZZAMENTO DAL GRUPPO BANCA ETICA

La decisione dell’Italia ha riscosso apprezzamento dal Gruppo Banca Etica che condivide quanto evidenziato dalle reti della società civile tra cui Amnesty International, Save The Children, Oxfam, Comitato Riconversione RWM, Rete per la Pace e il Disarmo, Fondazione Finanza Etica e Movimento dei Focolari. Si tratta, secondo queste associazioni, di una decisione storica che può scongiurare la possibilità che migliaia di ordigni fabbricati in Italia possano colpire strutture civili, causare vittime tra la popolazione o possano peggiorare ulteriormente la già grave situazione umanitaria nello Yemen. Al contempo l’Italia può proporsi in modo più autorevole sul piano diplomatico nella richiesta di una soluzione politica al conflitto.

IL MODELLO PROPRIETARIO ESG ETICAPPROACH

Etica Sgr, negli oltre vent’anni di attività nella meticolosa selezione degli emittenti nei quali investire, ha affinato nel tempo il processo di selezione che viene svolto internamente da un Team dedicato di analisti ESG. Un’evoluzione che le permette oggi di vantare un rigoroso modello proprietario chiamato ESG EticApproach®, articolato attraverso un doppio screening.

PRIMA SI APPLICANO I CRITERI NEGATIVI…

Il primo step consiste nell’applicare i criteri negativi di esclusione, tramite i quali vengono scartati tutti gli emittenti coinvolti in attività o settori controversi. Nell’ambito delle aziende, per esempio, vengono escluse non soltanto le armi ma anche il gioco d’azzardo, il tabacco, i pesticidi e l’energia nucleare. Escluse pure le imprese coinvolte in gravi episodi riguardanti temi quali il rispetto dei diritti dei lavoratori, la corruzione e il rispetto dell’ambiente.

…E SUCCESSIVAMENTE I CRITERI POSITIVI DI VALUTAZIONE

In seconda analisi, vengono applicati i criteri positivi di valutazione, tramite i quali è possibile analizzare le imprese e gli Stati in modo dettagliato, sulla base di parametri sociali, ambientali, e di governance, attribuendo loro un punteggio sintetico. Il doppio screening permette di individuale gli emittenti che possono entrare nel paniere dei fondi di Etica Sgr, dal momento che vantano sia punteggi superiori ad una soglia assoluta, risultanti tra i migliori del proprio settore (approccio “best in class”), e sia un profilo qualitativo e reputazionale buono.