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Perché la recrudescenza del Covid non deve spaventare troppo i mercati

Redazione
·3 minuto per la lettura
Perché la recrudescenza del Covid non deve spaventare troppo i mercati
Perché la recrudescenza del Covid non deve spaventare troppo i mercati

Stefan Scheurer (Allianz Global Investors) sottolinea come, nonostante ci siano segnali di allarme, il miglioramento dei fondamentali e l’abbondante liquidità garantita dalle banche centrali suggeriscano solo una pausa dal trend rialzista

Nonostante gli evidenti passi avanti delle campagne vaccinali negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa, l’aumento dei tassi di infezione, le mutazioni del virus e la reintroduzione delle misure di lockdown stanno rallentando la ripresa economica. In particolare, l’impennata dei contagi in India ha alimentato i dubbi sulla resilienza della ripartenza globale. Il braccio di ferro tra progressi in termini di vaccinazioni e graduali riaperture da un lato e il peggioramento dei dati di infezione dall’altro è destinato a proseguire. Di conseguenza è lecito farsi una domanda: ci sono ragioni per essere preoccupati?

NUOVI MASSIMI PER IL MERCATO

È la domanda che si pone anche Stefan Scheurer, Director Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors, nell’outlook settimanale della società di gestione degli investimenti, in cui sottolinea come la crescita sembri mostrare un’ulteriore accelerazione e come, malgrado la volatilità, sia il mercato azionario globale sia quello statunitense abbiano toccano nuovi massimi. Il presidente Usa Joe Biden ha informato il Congresso dell’intenzione di incrementare le misure di sostegno economico di altri 1.800 miliardi di dollari, fatto che potrebbe aver spinto al rialzo i prezzi delle azioni.

INDICI DELL’EUROZONA POSITIVI

I progressi più rapidi sul fronte delle vaccinazioni stanno avendo un impatto anche sull’Europa. L’esperto di AllianzGI indica come i PMI preliminari dell’Eurozona puntino a una ripresa economica più solida nei mesi a venire. Inoltre, in seguito all’allentamento delle restrizioni, l’indice britannico per il settore dei servizi si è attestato ai massimi dal 2014. Buono anche il trend dell’indice tedesco ifo, barometro della fiducia delle imprese, che ha evidenziato il terzo rialzo consecutivo. Il rincaro delle commodity però, sottolinea Scheurer, insieme all’aumento dei prezzi dei fattori produttivi, lascia presagire maggiori pressioni inflazionistiche nel prossimo futuro.

LE BANCHE CENTRALI

In questo contesto, ricorda l’esperto di AllianzGI, sarà fondamentale l’atteggiamento delle banche centrali. La Federal Reserve riscontra progressi nelle prospettive economiche ma non ritiene necessario normalizzare la politica monetaria nel prossimo futuro. Anche la Bank of Japan è dello stesso avviso. La Banca Centrale Europea ha confermato quanto deciso a marzo e per ora manterrà invariati gli acquisti di asset. L’unica a muoversi in controtendenza è la Bank of Canada, che è stata la prima a ridurre gli acquisti di bond.

IN ATTESA DEI DATI

Per capire meglio cosa succederà nel prossimo futuro, è necessario attendere i prossimi dati sul mercato del lavoro e sul tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, la decisione della Bank of England sui tassi e i numeri sugli scambi della Cina. Gli indicatori tecnici di mercato a breve suggeriscono una situazione di ipercomprato sulle borse globali e un posizionamento “bullish” degli investitori; inoltre, anche le oscillazioni stagionali indicano un probabile aumento della volatilità.

CI SONO RAGIONI PER ESSERE PREOCCUPATI?

Tuttavia, secondo il Director Global Capital Markets di AllianzGI, nonostante da qualche tempo numerosi indicatori mandino segnali di allarme, il miglioramento dei fondamentali e l’abbondante liquidità garantita dalle banche centrali suggeriscono solo una pausa momentanea del trend rialzista di lungo termine in atto. Quindi, tornando alla domanda di partenza, ci sono ragioni per essere preoccupati? Scheurer risponde di sì, ma non mancano buone ragioni per essere ottimisti.