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Perché le piccole correzioni possono essere positive per l'azionario

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Perché le piccole correzioni possono essere positive per l'azionario
Perché le piccole correzioni possono essere positive per l'azionario

Columbia Threadneedle analizza il rapporto non facile tra azionario e rendimento dei Treasury per concludere che i rischi al ribasso sono limitati

Il rischio di ribasso dei mercati azionari resta limitato rispetto ai recenti guadagni, perché il materializzarsi della ripresa globale nella seconda metà del 2021 riequilibrerà il rapporto tra le aspettative degli investitori e gli effettivi sviluppi di economie e mercati. Una crescita vigorosa accompagnata da ulteriori interruzioni delle catene di produzione anche dopo i lockdown potrebbe far aumentare l’inflazione. Ma le banche centrali dovrebbero guardare oltre un fenomeno temporaneo e attendere l’emergere di trend strutturali. Le incertezze sono aggravate dalle ansie sulle valutazioni dei mercati azionari, vista l’entità dei rialzi dopo l’arrivo di vaccini efficaci. Ma un’eventuale modesta correzione potrebbe avere effetti positivi perché frenerebbe aspettative troppo elevate.

VOLATILITÀ DI BREVE TERMINE

Colin Moore, Global Chief Investment Officer di Columbia Threadneedle Investments interpreta il rapporto tra azioni e i Treasury USA osservando che il recente rapido aumento dei rendimenti ha causato nervosismo sui mercati azionari determinando episodi di volatilità di breve termine che hanno le radici nel quarto trimestre 2020. Sui mercati si è assistito infatti al passaggio piuttosto repentino della leadership settoriale da specifiche società di prodotti e servizi orientate alla crescita ad aree cicliche che beneficiano del rilancio più ampio dell’economa, favorendo energia, industria, metalli e minerari.

RIMBALZO PIÙ VELOCE E PRONUNCIATO

All’inizio della pandemia, Columbia prevedeva che, una volta sviluppato un vaccino efficace, l’economia USA avrebbe probabilmente impiegato 10 trimestri per tornare ai livelli pre-Covid e che il mercato avrebbe cominciato a guardare oltre la crisi. Le aspettative sono state confermate, ma i tempi sono stati più brevi e il rimbalzo più pronunciato, spinto da due importanti dinamiche. I settori ciclici hanno cominciato a sovraperformare e su scala globale i mercati emergenti hanno superato quelli sviluppati, indicando fiducia degli investitori nel vigore dell’economia. In risposta ai rischi collegati di ritorno dell’inflazione i rendimenti dei Treasury sono saliti. Moore ricorda che il valore delle azioni viene stimato usando utili e cash flow correnti, le stime sulla crescita di questi indicatori, e un tasso privo di rischio impiegato per scontare i futuri utili al valore attuale, applicando uno sconto per l’incertezza, noto come premio al rischio, che rappresenta la possibilità che le stime non si realizzino. Quanto più alto è il tasso privo di rischio e/o lo sconto per l’incertezza, tanto più il valore del mercato azionario dovrebbe scendere.

L’ELASTICO TESO TRA AZIONI E TREASURY

Ma, osserva Moore, verso fine 2020, con il graduale aumento della fiducia degli investitori su ritmo e tempi della ripresa globale, lo sconto per l’incertezza è diminuito, facendo salire le quotazioni azionarie, mentre anche i rendimenti dei Treasury sono aumentati, ma in misura inferiore al calo del tasso di incertezza implicito nel rialzo delle azioni. Come in ogni altro rapporto, anche in questo caso le emozioni giocano un ruolo importante, almeno nel breve. Se si tende un elastico immaginario fatto di rendimenti decennali e valutazioni azionarie, esemplifica Moore, il rapporto tra un estremo e l’altro subisce una distorsione, e il rapporto si riequilibra solo con un intervento.

RIPRISTINATO L’EQUILIBRIO PRECEDENTE

L’intervento è consistito nel balzo dei rendimenti verso l’alto per ripristinare il precedente equilibrio, indicando una maggior fiducia nella ripresa economica, prosegue la spiegazione di Moore, e così i settori e le regioni che trarranno maggior vantaggio dalla ripresa continueranno probabilmente a segnare le migliori performance nel 2021, ma in una traiettoria disomogenea che risentirà degli alti e bassi della fiducia nella ripresa. Restano le incertezze sul futuro andamento dell’inflazione.

SCENARI ESTREMI IMPROBABILI

Moore sottolinea che in periodi incerti sul fronte dell’inflazione è importante tener presente che, se la crescita rimane superiore alla media, le azioni tendono a generare buone performance in periodi di inflazione sia superiore che inferiore alla media. Naturalmente, conclude l’esperto di Columbia, livelli di inflazione vertiginosamente alti o una deflazione particolarmente grave possono turbare un’economia e il rispettivo mercato azionario, ma al momento non sembrano scenari improbabili.