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Perché preferire i titoli di qualità per gli investimenti di lungo termine

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Perché preferire i titoli di qualità per gli investimenti di lungo termine
Perché preferire i titoli di qualità per gli investimenti di lungo termine

Gli esperti di Morgan Stanley Investment Management spiegano le condizioni necessarie affinché ci sia un rally dei titoli value, sottolineando i vantaggi dei titoli di alta qualità in portafoglio

Esiste la possibilità di un rally dei titoli value, magari non subito ma nel breve-medio termine? Dopo il rally dei titoli growth di quest’anno molti investitori si sono posti questa domanda, alla quale hanno cercato di rispondere Nic Sochovsky e Dirk Hoffmann-Becking, responsabili del team International Equity di Morgan Stanley Investment Management. I due gestori suggeriscono di guardare agli utili o, più precisamente, ai flussi di cassa. Sono questi, secondo loro, i fattori realmente decisivi ai fini di un rally del segmento value: più prevedibile è la crescita degli utili del mercato nel suo insieme, maggiori sono le probabilità di assistere a un rally dei titoli value.

QUANDO UN’AZIONE VALUE RISULTA CONVENIENTE

“Un’azione value è tale quando risulta conveniente rispetto al suo valore intrinseco di breve termine. Questo è funzione dei futuri free cash flow, di cui gli utili sono una componente importante, che denotano la capacità di distribuire dividendi o reinvestire nelle proprie attività”, puntualizzano i due gestori di Morgan Stanley IM. Durante i periodi di prevedibilità degli utili, i titoli value possono risultare interessanti in quanto scambiano con uno sconto rispetto al valore intrinseco. Per esempio, dal 2003 al luglio 2007, il contesto economico cosiddetto alla “Riccioli d’Oro” ha reso prevedibile la crescita degli utili, giustificando la sovraperformance dei titoli value. Lo stesso si è potuto osservare nel 2009-2010, quando le previsioni dei profitti dei titoli value ciclici erano attendibili e quindi gli investitori si sono fidati e hanno acquistato tali azioni.

UN RALLY VALUE DIPENDE PRINCIPALMENTE DAGLI UTILI

A cominciare dal 2010, escludendo brevissimi periodi del 2012-2013 e del 2016, gli utili hanno invece mancato le stime e i titoli value hanno sottoperformato. Un decennio caratterizzato non solo dai tassi negativi ma anche delle innovazioni tecnologiche dirompenti e dell’instabilità politica, prima nell’Eurozona e successivamente nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti. Da notare, inoltre, come il premio in termini di rapporto prezzo/utili tra azioni growth e value sia rimasto abbastanza stabile sia prima che durante le quattro maggiori fasi rialziste dei titoli value degli ultimi 20 anni: ulteriore dimostrazione del fatto che un rally del segmento value è innanzitutto una questione di utili, e non di valutazioni.

I TITOLI DI QUALITÀ RESTANO INTERESSANTI

In ogni caso i due esperti di Morgan Stanley Investment Management ritengono che, a prescindere dalla possibilità di un rally dei titoli value, restano interessanti i titoli di qualità, che si contraddistinguono innanzitutto per la crescita prevedibile degli utili a tassi di rendimento elevati e sostenibili. Si tratta di titoli che tendono a sovraperformare nei periodi in cui pochissime società presentano profitti prevedibili. Una dinamica spiegata dal rafforzamento degli utili e da un maggiore premio di scarsità. È vero che durante un rally dei titoli value, tale premio di scarsità diminuisce ma è altrettanto vero che la crescita prevedibile degli utili non dovrebbe risentirne: ne deriva che il rischio assoluto per un portafoglio di qualità è rappresentato dalle valutazioni, non dai profitti.

L’OBIETTIVO È GENERARE RENDIMENTI ASSOLUTI NEL LUNGO TERMINE

Nel corso della pandemia si è ulteriormente ridotto l’elenco delle società con profili reddituali prevedibili e il loro premio valutativo è aumentato, soprattutto per le aziende tecnologiche ad alta crescita e per i segmenti che hanno tratto vantaggio dall’emergenza sanitaria. “La possibilità che un portafoglio value sovraperformi nel breve e nel medio termine dipende in parte dall’emergere di un contesto caratterizzato da una maggiore prevedibilità degli utili complessivi. Ma il nostro obiettivo è generare rendimenti assoluti anziché relativi nel lungo termine. Per questo privilegiamo i titoli che scambiano a prezzi ragionevoli e offrono utili che crescono in modo prevedibile e rendimenti sul capitale operativo stabili ed elevati”, concludono i due gestori di Morgan Stanley Investment Management.