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Perché privilegiare le obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Perché privilegiare le obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti
Perché privilegiare le obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti

Dopo le vendite delle ultime settimane sul mercato del reddito fisso, la Strategy Unit di Pictet Asset Management vede opportunità nei Treasury USA e nelle obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti

Il mercato obbligazionario ha sofferto nelle ultime settimane sulla scia di un'economia globale in ripresa e dello spettro di una risalita dell'inflazione. Tuttavia, nel Barometro dei mercati finanziari di marzo 2021 la Strategy Unit di Pictet Asset Management si dichiara ottimista. Un’opinione basata sullo stimolo monetario, ancora su livelli sostenuti per supportare alcuni segmenti del mercato del reddito fisso.

L’INFLAZIONE SOTTO CONTROLLO QUEST’ANNO

“La liquidità totale aggregata, pubblica e privata, di Stati Uniti, Eurozona, Cina, Regno Unito e Giappone, in base ai nostri modelli si attesta al 13,9% del PIL: un livello nettamente inferiore al picco del 28,1% raggiunto a metà del 2020, ma comunque al di sopra della sua media di lungo termine dell'11,1%”, riferiscono gli esperti della Strategy Unit. Secondo i quali l’inflazione, in risalita, dovrebbe restare sotto controllo almeno per quest'anno. Queste considerazioni portano gli esperti di Pictet Asset Management a mantenere un sovrappeso sia sui Treasury USA che sulle obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti le cui valutazioni risultano ora attraenti dopo le recenti vendite sul mercato.

SALE IL RENDIMENTO REALE DEI TREASURY USA A 30 ANNI

I rendimenti nominali dei Treasury USA a 30 anni sono tornati al di sopra del 2%, portando in territorio positivo i rendimenti reali per la prima volta dall'inizio della pandemia: un movimento che dovrebbe incrementare la domanda di debito a più lunga scadenza tra i fondi pensione. Guardando poi ai prezzi di mercato in generale, sembrano risultare in linea con il probabile percorso dei tassi d'interesse statunitensi: la curva statunitense implica infatti un tasso terminale dei Fed Fund pari al 2%, rispetto al 2,5% formulato nelle previsioni della Fed. Stesso discorso per le aspettative di inflazione che, come indicato dal mercato degli swap sui tassi di interesse negli Stati Uniti, appaiono abbastanza realistiche.

PIACCIONO LE OBBLIGAZIONI IN VALUTA LOCALE DEI PAESI EMERGENTI

La Strategy Unit spiega poi perché continua a privilegiare le obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti in generale e, in particolare, il debito cinese in yuan: “In base ai dati dell'Institute of International Finance a gennaio sono confluiti sul debito dei mercati emergenti 44 miliardi di dollari di capitale, un quinto dei quali diretti in Cina. È vero che la People's Bank of China, la banca centrale di Pechino, resta in attesa di verificare gli sviluppi della crescita economica, ma riteniamo che vi sia spazio per fornire, se necessario, nuovi stimoli che sosterrebbero i mercati del reddito fisso”.

C’È POTENZIALE DI APPREZZAMENTO PER LO YUAN CINESE

Inoltre, mentre cresce l'interesse degli investitori per il secondo mercato obbligazionario più grande al mondo anche alle luce del fatto che, in base alle analisi di Pictet AM, le obbligazioni cinesi denominate in yuan restano la classe di attivi più conveniente, non si può escludere un apprezzamento della valuta. “La massa monetaria degli Stati Uniti si sta espandendo a un ritmo più rapido di quello della Cina. Le nostre analisi rivelano che, al crescere del divario tra le due componenti a confronto (attualmente il differenziale è di 55 punti percentuali su base annua, il più alto in almeno 14 anni), aumenta il potenziale di apprezzamento dello yuan”.

CAUTELA SUGLI HIGH YIELD STATUNITENSI

Cautela invece, da parte della Strategy Unit, sulle obbligazioni high yield statunitensi. Le valutazioni sembrano piuttosto tirate alla luce del premio, in termini di rendimento rispetto alle azioni, sceso attualmente al di sotto dell'1%, rispetto al 10-15% che normalmente si riscontra dopo una recessione. Inoltre, aggiungono gli esperti di Pictet Asset Management, emerge la sensazione che il mercato stia sottostimando i rischi di default visto che gli spread di rendimento sono ormai scesi ai livelli pre-pandemia. Per approfondimenti su investimenti e strategie a cura di Pictet Asset Management è possibile visitare il sito corporate e il blog di cultura finanziaria Pictet per Te.