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Perché Amazon è finita sotto indagine

L’Autorità lo scorso 10 aprile ha deliberato l’avvio del procedimento di indagine su cinque società controllate dal colosso dell’e-commerce (Getty)

Vantaggi indebiti agli account che si appoggiano ai suoi corrieri. Per questo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha avviato un’istruttoria nei confronti di Amazon per presunto abuso di posizione dominante in merito al suo marketplace e ai suoi servizi di logistica.

Il procedimento

L’Autorità lo scorso 10 aprile ha deliberato l’avvio del procedimento di indagine su cinque società controllate dal colosso dell’e-commerce. Da accertare sarebbe un comportamento lesivo della concorrenza per quanto riguarda i servizi di logistica gestiti direttamente da Amazon.

I presunti vantaggi

Amazon conferirebbe ai venditori terzi che aderiscono alla logistica gestita internamento alla compagnia alcuni vantaggi che non vengono, invece, riconosciuti ad altri venditori. Nello specifico, coloro che decidono di aderire ai servizi “Logistica di Amazon” e “Fulfillment by Amazon” avrebbero dei “vantaggi in termini di visibilità” delle proprie offerte e delle vendite sul portale Amazon.com, anche attraverso il servizio di Marketplace.

Le norme della concorrenza

In questa maniera, Amazon metterebbe in atto delle pratiche discriminatorie in violazione delle norme della concorrenza, perché impedirebbe ai venditori che non aderiscono ai sistemi di logistica di Amazon di avere le stesse possibilità dei loro competitors che hanno siglato l’accordo.

La posizione dominante

Secondo l’Agcm, Amazon Service Europe, Amazon Europe Core, Amazon Eu, Amazon Italia Services e Amazon Italia Logistica, sfrutterebbero così una posizione dominante anche nei confronti di altri fornitori di servizi logistici, potenzialmente vincolando in questo modo la scelta dei consumatori.

Non è la prima volta

Questo non è il primo caso in cui il gigante dell’e-commerce finisce nel mirino dei garanti italiani per via delle gestione di alcuni servizi. Già l’estate scorsa, infatti, l’Autorità garante per le comunicazione (Agcom) aveva multato il colosso di Jeff Bezos con una sanzione di 300 milioni di euro, per aver agito come operatore postale ma senza averne titolo.

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