Italia Markets closed

Perde slancio il PMI cinese

Swissquote
 

Dopo la serie di cifre incoraggianti riferite ai PMI del mese scorso, sembra che i dati di oggi siano inferiori alle attese. Gli orsi della Cina hanno quindi buone ragioni per liquidare sia lo yuan cinese, sia il dollaro australiano, durante la seduta di contrattazioni odierna, dato che i principali partner commerciali dovrebbero affrontare le conseguenze dirette di questo declino. Le prospettive non hanno però subito modifiche sostanziali, i rilevamenti rimangono infatti in territorio positivo, mentre il recente annuncio delle autorità cinesi, che hanno promesso politiche di stimolo moderatamente espansive per arginare il rischio legato al debito, genererà per forza di cose ulteriore volatilità nella seconda metà del 2019.

A marzo, il dato ufficiale riferito al PMI manifatturiero è sceso da 50,5 a 50,1 punti, l’indice Caixin si era attestato a 50,2 punti, mentre i rilevamenti recenti puntano a un rallentamento della crescita nel settore delle costruzioni. La reazione del mercato è stata diffusamente negativa, gran parte dell’azionario asiatico è sceso, inclusi il Topix 500 e il Nikkei 225 in Giappone, in calo dello 0,22% e dello 0,11%, seguiti a ruota dall’Hang Seng di Hong Kong, a -0,65%, invece l’indice della Cina continentale CSI 300 ha guadagnato lo 0,33% perché le trattative commerciali fra USA e Cina dovrebbero giungere al termine entro le prossime due tornate negoziali. L’attenzione si sta spostando sulle ultime questioni legate ai dazi introdotti l’anno scorso da entrambe le parti. Si prevede una graduale eliminazione sincronizzata dei dazi, le cui tempistiche saranno definite nel meccanismo di applicazione.

Al momento a quota 6,7339, la coppia USD/CNY dovrebbe stabilizzarsi un po’.

By Vincent Mivelaz

Autore: Swissquote Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online