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I pericoli che si annidano dietro un euro digitale

Francesco Simoncelli
·5 minuto per la lettura

La Cina lo fa, la Svezia lo fa e anche molti altri stati vogliono farlo: emettere denaro digitale per tutti. Anche la Banca centrale europea (BCE) sta lavorando ad un tale schema, infatti vuole lanciare il prima possibile un "euro digitale". Molti economisti lodano il progetto come una "innovazione", come un passo importante e indispensabile in un mondo sempre più digitalizzato.

La BCE desidera inoltre rendere note le proprie intenzioni, dichiarando che un euro digitale sarà accessibile a tutti, robusto, sicuro, efficiente e conforme alla legge. Tuttavia dovrebbe essere chiaro che il percorso verso un regime statale di sorveglianza accelererà notevolmente se e quando verrà emesso un euro digitale.

Un euro digitale non è "denaro migliore" dell'euro che è già in circolazione oggi. L'euro digitale pianificato è denaro fiat, proprio come il contante in euro ed i saldi bancari in euro rappresentano denaro fiat: sono tutti creati “dal nulla” dalla BCE, la quale ha il monopolio della produzione dell'euro. Proprio come nel caso dell'euro attuale, la quantità di quelli digitali può essere aumentata in qualsiasi momento, non è coperta da nulla e l'euro digitale comporta un rischio di svalutazione del 100%. Come già notato, un euro digitale sarebbe un euro fiat.

L'euro digitale può essere "basato su un conto" (lo si tiene in un conto presso la BCE), oppure può essere "basato su token" (gli utilizzatori ricevono un "token" che può essere trasferito da smartphone a smartphone tramite un'app), ma sperare in un "anonimato" nelle operazioni di pagamento sarebbe inutile in entrambi i casi.

Uno sguardo alla Cina mostra probabilmente dove andremo a parare: la moneta digitale della banca centrale cinese dovrebbe avere un "anonimato controllato". In altre parole, "solo" la Banca Popolare Cinese, cioè il Partito Comunista Cinese, dovrebbe avere accesso ai dati sulle transazioni di pagamento.

La BCE afferma che l'euro digitale è un "complemento" al contante e ai conti bancari, ma non è convincente perché chi paga in contanti lo trova conveniente e vuole garantire il proprio anonimato. In caso contrario, pagherebbero elettronicamente, ovvero trasferire i saldi tramite PayPal, Apple Pay o carte di debito o di credito.

In questo contesto va notato che le persone non detengono contanti solo a scopo di pagamento, ma anche per proteggersi dai fallimenti bancari, ad esempio, o in caso di interruzioni di corrente per essere indipendenti dall'online banking.

Detto questo, il sospetto che la BCE sia più interessata a ritirare denaro contante dalla circolazione è molto forte, perché se sono possibili solo i pagamenti elettronici quel poco che resta della "privacy finanziaria" sarà sparito. Il cittadino diventerà completamente trasparente, cosa molto gradita allo stato e ai suoi beneficiari.

Non appena il denaro contante verrà ristretto o eliminato del tutto, i pianificatori monetari centrali potranno attuare una politica di tassi negativi senza freni per svalutare il debito. I clienti non potranno più uscire dal “bilancio bancario” e l'ultima via di fuga sarà quindi chiusa.

È improbabile che un euro digitale prevarrà in modo naturale contro il denaro contante, quindi la BCE dovrà rendere l'uso del contante poco attraente in modo artificiale: aumentando i costi del contante, aumentando le commissioni agli sportelli automatici o attraverso limiti massimi per i pagamenti in contanti, o attraverso la stigmatizzazione sociale del contante (parole chiave: riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo, ecc.).

L'euro digitale non può competere con criptovalute come Bitcoin, dopotutto l'euro digitale è, come già accennato, denaro fiat emesso dallo stato; ed è esattamente ciò che non vogliono detenere tutti coloro che cercano una forma di denaro migliore.

Il gruppo target dell'euro digitale comprende coloro che sono fondamentalmente soddisfatti dell'euro com'è attualmente e coloro che sono preoccupati per un potenziale crollo bancario. Questo gruppo rappresenta probabilmente un numero abbastanza elevato di persone da diventare una potenziale clientela target per l'euro digitale.

Il piano è di consentire un cambio 1:1 tra contanti in euro e saldi delle banche commerciali con euro digitali. In termini economici ciò significa che la BCE de facto assicura le passività delle banche europee: la BCE trasferisce il proprio merito creditizio, che è senza dubbio stellare, alle banche commerciali europee.

Con un'opzione di cambio 1:1 nessuno deve preoccuparsi di perdere i propri saldi monetari detenuti presso le banche commerciali europee, poiché la BCE ha il monopolio sulla produzione dell'euro. La BCE non può fallire; può creare in qualsiasi momento euro per adempiere ai propri obblighi di pagamento, indipendentemente dall'importo.

Detto questo, nessuno deve preoccuparsi che i propri saldi detenuti presso una banca commerciale possano andare persi se la banca fallisce e il fondo di protezione dei depositi fallisce. Se un euro digitale viene accettato pubblicamente, lo scenario del collasso delle banche commerciali europee diventa improbabile; il sistema monetario e creditizio in euro sarebbe sostenuto più che mai dall'onnipotenza della BCE.

Com'è noto nel loro Manifesto del partito comunista (1848), Karl Marx e Friedrich Engels nominarono dieci "misure" la cui attuazione avrebbe portato al comunismo. La quinta misura recita: "Centralizzazione del credito nelle mani dello stato da parte di una banca nazionale con capitale statale e monopolio esclusivo". L'emissione di un euro digitale e le conseguenze che ne derivano sono senza dubbio un altro passo cruciale per portare a compimento la visione dei marxisti della loro tanto desiderata rivoluzione.

Di Thorsten Polleit

Traduzione di Francesco Simoncelli

Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online