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Petrolio, Analisi Fondamentale Giornaliera – Il greggio riparte grazie a nuovo ottimismo sulla guerra commerciale

Armando Madeo

Quest’oggi il prezzo del greggio è salito allorquando gli Stati Uniti e la Cina hanno segnalato progressi nei negoziati commerciali, aumentando le aspettative che l’accordo commerciale di fase uno sarà firmato il mese prossimo. In precedenza, sono emerse notizie secondo cui Pechino ha deciso di esentare gli acquirenti nazionali dalle tariffe su 10 milioni di tonnellate di soia dagli Stati Uniti, un giorno dopo che il presidente Donald Trump aveva dichiarato che l’accordo commerciale “sta andando alla grande “.

In particolar modo i prezzi del petrolio sono stati in qualche modo spinti dalle previsioni degli analisti che vedono una sesta settimana consecutiva di accumulo nelle scorte di greggio statunitensi. I dati privati ​​dell’American Petroleum Institute saranno pubblicati questa sera, mentre i dati ufficiali saranno rilasciati domani.

Nel mentre l’Energy Information Administration ha pubblicato dei dati sulle importazioni ed esportazioni di Crude Oil da e verso gli Stati Uniti. Per la prima volta nella storia gli Stati Uniti esportano petrolio in più luoghi di quanti ne siano quelli da cui viene importato. 

Nel 2009, gli Stati Uniti hanno importato ogni mese petrolio greggio da ben 37 paesi diversi. Nei primi sette mesi del 2019, il maggior numero di paesi da cui viene importato è sceso a 27. Man mano che il numero di fonti diminuiva, il numero di destinazioni per le esportazioni di greggio statunitensi è aumentato. Nei primi sette mesi del 2019, gli Stati Uniti hanno esportato petrolio greggio in ben 31 destinazioni diverse.

L’aumento delle destinazioni di esportazione negli Stati Uniti coincide con la fine del 2015 della revoca delle restrizioni all’esportazione di greggio nazionale. Prima che le restrizioni fossero revocate, le esportazioni statunitensi di petrolio greggio andavano quasi esclusivamente in Canada.

Previsioni

Secondo Reuters Goldman Sachs ha dichiarato che prevede che la produzione di olio di scisto statunitense crescerà di 0,7 milioni di barili al giorno (bpd) nel 2020, in calo rispetto alle precedenti previsioni di 1 milione bpd e al di sotto di 1,1 milioni bpd nel 2019. Queste stime sono in controtendenza rispetto alle previsioni attuali, ma potrebbero essere plausibili se accompagnate da una diminuzione netta della produzione statunitense.

Alle 16:30 il WTI sta guadagnando lo 0,8% in rialzo a 53,91 dollari per barile; meglio il Brent che si tiene sopra il punto percentuale, scambiando ora a quota 59,56 dollari per barile. Si attende la stima dell’American Petroleum Institute in pubblicazione questa sera alle 22:30 ora italiana.

This article was originally posted on FX Empire

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