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Petrolio in caduta libera, WTI e Brent -6% per alert coronavirus e piano Emirati Arabi Uniti

Laura Naka Antonelli

Ennesimo tonfo per i prezzi del petrolio, con il contratto WTI che crolla del 5,5% a $31,13 e il Brent che fa -5,87% a $33,69 al barile.

Le quotazioni scontano i timori legati al diffondersi del coronavirus COVID-19 nel mondo e la possibilità sempre più concreta di un forte rallentamento della domanda globale di petrolio, superiore a quello paventato.

Sia il WTI che il Brent sono in calo del 50% dai record testati a gennaio, dopo aver sofferto la flessione più forte in una seduta dalla guerra del Golfo del '91, lo scorso lunedì, sulla scia della decisione dell'Arabia Saudita di ridurre i prezzi.

Tutto è partito dal flop delle trattative, la scorsa settimana, tra l'Opec da un lato e i paesi non Opec guidati dalla Russia, dall'altro, sulla necessità di tagliare l'offerta di petrolio. E' stato questo flop a portare l'Arabia Saudita a lanciare una guerra dei prezzi.

Incide anche la dichiarazione della compagnia petrolifera statale degli Emirati Arabi Uniti, ADNOC, che ha annunciato di avere intenzione di aumentare le vendite di petrolio crude a più di 4 milioni di barili al giorno, fino a portare la capacità di produzione a salire di un quarto a 5 milioni di barili al giorno.