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Petrolio continua rincari con stallo Opec+, Brent oltre 77 dollari

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Image from askanews web site
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Roma, 5 lug. (askanews) - Prezzi del petrolio a nuovo massimi da oltre due anni e mezzo, dopo lo stallo dei negoziati dei maggiori Paesi esportatori sull'allentamento delle restrizioni all'offerta, che erano state varate per fronteggiare lo shock di domanda e il collasso dei prezzi causato dai lockdown anti Covid. La riunione del gruppo battezzato "Opec Plus", che vede Russia e altri grandi esportatori aggiungersi agli Stati del tradizionale cartello petrolifero, che era stata interrotta venerdì scorso è stata sconvocata, senza fissare alcuna una nuova data.

"La data verrà decisa più avanti", ha tagliato corto il segretario generale dell'Opec, Mohammed Barkind. "Abbiamo perso una buona occasione per alleviare una temporanea penuria di mercato", ha aggiunto, secondo quanto riporta il financial Times.

Tuttavia le motivazioni alla base dello stallo fanno pensare che un compromesso potrebbe restare raggiungibile. A determinare lo stallo, infatti, non sarebbero visione diametralmente contrapposte, ma diverbi di natura prettamente tecnica, o almeno da quello che lasciano trapelare dagli stessi esportatori.

Bisogna tenere presente che gli Stati petroliferi hanno mostrato una crescente capacità strategica e comunicativa negli ultimi decenni. Non si può quindi escludere che questa situazione sia anche un modo di "saggiare" il mercato. E secondo alcune indiscrezioni di stampa le trattative proseguirebbero sottotraccia.

Ad ogni modo, secondo le ricostruzioni del Financial Times i contrasti riguardano tre pesi massimi: da una parte l'Arabia Saudita, primo esportatore globale di greggio, e la Russia, numero uno dei non Opec, e dall'altra gli Emirati Arabi Uniti.

Mosca e Riyad puntavano ad un ulteriore aumento dell'offerta da 400 mila barili al mese da agosto fino a fine anno. Gli Emirati Arabi non sono contrari a aumentare le forniture, ma pretenderebbero che prima si rivedano le quote produttive di base, contestando quanto viene assegnato alla loro capacità produttiva. Pretesa che avrebbe impedito un accordo dato cheserviva l'unanimità.

Lo scorso anno l'Opec+ in risposta al collasso di domanda dovuto ai lockdown ha tagliato le forniture di quasi 10 milioni di barili equivalenti al giorno. Attualmente il taglio è stato ridotto a circa 6 milioni di barili.

I prezzi hanno subito ripreso a salire e in serata il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord ha segnato un picco a 77,26 dollari, nuovo massimo dall'ottobre del 2018. Il West Texas Intermediate guadagna oltre 1,20 dollari a quota 76,36 dollari.

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