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Philip Morris Italia continua a scommettere su Taranto e la Puglia

webinfo@adnkronos.com
·4 minuto per la lettura

Philip Morris Italia continua a scommettere su Taranto e sulla Puglia. Sono già 300 le persone al lavoro per il Digital Information Service Center (Disc) della città tra due mari. Nel neo avviato centro di Philip Morris per l’alta formazione delle competenze per l’industria 4.0 è coinvolto anche il Politecnico di Bari. A poco più di un mese dall’avvio delle attività nel Disc, dal 6 novembre, sono 300 le persone al lavoro nel centro di assistenza, gestito da un’azienda leader nel ramo dei servizi digitali al consumatore, e dedicato ai servizi per gli attuali e potenziali clienti italiani dei prodotti del tabacco da inalazione senza combustione realizzati in Italia con cui l’azienda vuole sostituire le sigarette in tutto il mondo nel più breve tempo possibile. E mentre la pandemia continua a mettere in crisi il sistema economico nazionale, il progetto pensato per la città di Taranto con il Disc ha già consentito l’inserimento di oltre 300 operatori di cui oltre il 70% sono donne e circa il 95% cittadini residenti nella regione Puglia.

Il piano di investimento per il Philip Morris Disc a Taranto, come annunciato nel corso del webinar organizzato il 6 novembre scorso in collaborazione con The European House – Ambrosetti dal titolo “Le filiere integrate per il rilancio del Paese”, è stato stimato fino a 100 milioni di euro complessivi in 5 anni.

In quell’occasione Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, ha annunciato che - "l’Italia è stata ed è centrale nel percorso di trasformazione su scala globale intrapreso da Philip Morris International, al fine di sostituire le sigarette con prodotti innovativi senza combustione e, dopo la costruzione a Bologna del primo impianto industriale al mondo per questi prodotti innovativi, dopo gli importanti accordi pluriennali per l’acquisto del tabacco italiano e lo sviluppo sostenibile della filiera tabacchicola, continuiamo a investire per una piena integrazione della nostra filiera in Italia. Una filiera made in Italy che già oggi è fatta di circa 8.000 imprese italiane di fornitura di beni e servizi, di cui 1.000 attive nel settore agricolo, con cui lavoriamo ogni giorno. L’apertura del Philip Morris Disc a Taranto rappresenta un ulteriore passo avanti nella trasformazione del nostro settore – ha concluso Hannappel – e conferma il nostro impegno per sostenere l’occupazione nel nostro Paese".

Taranto, ma anche la Puglia. È infatti il Politecnico di Bari, con l’Università di Bologna, ad essere stato individuato tra i partner scientifici e accademici nell’ambito del Philip Morris Institute for Manufacturing Competences (Imc), il nuovo centro di Philip Morris per l’alta formazione delle competenze legate a Industria 4.0. Un incontro, quello tra il Politecnico di Bari e Philip Morris Italia che è nato all’interno delle relazioni costruite con la Città di Taranto e promosso dal sindaco Rinaldo Melucci.

"Crediamo fortemente nella forza delle reti e siamo convinti – commenta Fabrizio Manzulli, assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Taranto - che il coinvolgimento dell’università pugliese e di conseguenza dei giovani laureandi tarantini possa essere parte integrante del progetto di investimento sulle risorse umane e sul territorio".

Soddisfatto il Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, secondo il quale "Investire nelle nuove professionalità del manifatturiero in un’ottica di sistema aziende-università, come sta facendo Philip Morris con il progetto del Philip Morris Institute for Manufacturing Competences, è una strategia lungimirante, nell’ambito della quale il Politecnico di Bari vuole dare il suo contributo attraverso la formazione universitaria mirata, percorsi di eccellenza e formazione continua, laboratori pubblico-privati con le aziende che hanno grandi necessità di innovazione".

"I numeri della formazione sono ancora insufficienti, - prosegue Cupertino - servono più studenti in ambito Stem, con competenze che devono essere adeguate ad un mercato del lavoro in continua e rapida trasformazione, per questo è indispensabile una strategia coordinata tra le istituzioni, le università e il mondo produttivo. Condividere le buone pratiche sarà il metodo per fare la differenza, in un futuro che ormai è già presente e visibile con la trasformazione digitale delle imprese e della pubblica amministrazione. I Politecnici, in particolare, - aggiunge Cupertino - hanno la giusta predisposizione al dialogo con le realtà produttive per supportare il cambiamento, attraverso la ricerca e il trasferimento tecnologico nei settori, come la manifattura, che saranno strategici per la ripresa del Paese dopo la pandemia. Sotto la spinta del Politecnico di Bari, con la giusta interazione tra gli attori istituzionali e gli imprenditori, la Puglia saprà confermarsi come un laboratorio di innovazione verso obiettivi condivisi di sviluppo sostenibile".