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I più colpiti dagli hacker? I dirigenti sotto stress

[Getty]

I dirigenti sotto stress. Sono loro le vittime preferite dagli hacker che scatenano attacchi informatici contro le aziende. Il dato emerge dall’ultimo Verizon Data Breach Report (DBIR), sullo stato dell’arte della cyber security.

Il rapporto del 2019 nasce dall’analisi dettagliata di 41.686 incidenti in 86 paesi in tutto il mondo. La novità di quest’anno è l’inclusione dei dati raccolti dall’FBI Internet Crime Complaint Center (IC3), dai cui rapporti degli attacchi alle mail e ai computer aziendali emerge che il costo subito dalle imprese è stato rispettivamente di 8 mila e di 25 mila dollari. L’azione del Recovery Asset Team di IC3 ha permessi di recuperar o salvare prima del trasferimento il 99% del denaro.

Ma perché gli hacker colpiscono di più i dirigenti? La risposta è semplice: leggono troppe mail. I Senior Executive hanno sempre pochissimo tempo a disposizione e vivono costantemente sotto pressione: ciò li porta a leggere rapidamente, senza un adeguato controllo. Qualcuno di loro si avvale di collaboratori per la lettura delle mail, e ciò aumenta la possibilità che l’assistente apra una mail sospetta. Questo tipo di attacchi copre circa il 12% di tutte le violazioni analizzate, e sottolinea l’urgenza di di garantire che i dirigenti (ma anche i dipendenti di ogni livello e grado) siano sensibilizzati sulla forza della della criminalità informatica.

Il DBIR 2019 ha poi evidenziato altre tendenze. Tra queste, la diminuzione degli attacchi alle Risorse Umane e delle violazioni sulle carte di pagamento, in particolare quelle effettuate compromettendo i bancomat fisici (più alto invece il numero di violazioni delle app).

Sono invece ancora molto diffusi gli attacchi ransomware, che rappresentano il 24% degli incidenti analizzati, in seconda posizione rispetto ai malware più diffusi. Infine, le minacce provenienti dall’esterno restano le più diffuse: sono il 69% delle violazioni, contro un valore delle minacce provenienti dall’interno pari al 34%.