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Piano casa, un aiuto alle famiglie o alle banche?

Duccio Fumero
Piano casa, un aiuto alle famiglie o alle banche?

Il governo nel pacchetto di interventi varati ieri ha inserito anche il cosiddetto “piano casa” che servirebbe ad aiutare le famiglie per ricevere mutui agevolati o ristrutturare un immobile. Ma per molti si tratterebbe solo di un ennesimo aiuto statale alle banche.

Il fautore del piano casa è il ministro dell'Infrastrutture Maurizio Lupi, ciellino ex Forza Italia e ora al governo in quota Scelta Civica. E' lo stesso ministro a spiegare di cosa si tratta, mettendo sul tavolo anche i numeri dell'operazione “La Cassa Depositi e Prestiti metterà a disposizione 2 miliardi di euro alle banche che dovranno destinarli alle famiglie per mutui agevolati per l’acquisto o la ristrutturazione della casa. In più il Fondo di solidarietà permetterà alle famiglie in difficoltà di sospendere le rate del mutuo”. Insomma, a una prima, rapida, lettura una buona politica rivolta alle famiglie in difficoltà. Ma è veramente così?

La crisi economica che ha colpito gli italiani ha interessato soprattutto le fasce più giovani e più deboli della società e tra il 2006 e il 2011 i mutui ipotecari si aggiravano intorno a un valore di 55 miliardi di euro l'anno, mentre nel 2012 questo è crollato a 26 miliardi. Non si compra più casa e, soprattutto, non ci si può permettere di indebitarsi con le banche, le quali da parte loro hanno stretto la cinghia sui crediti, mettendo in difficoltà milioni di italiani. Ma ora cosa succederà?

La Cassa Depositi e Prestiti, presieduta dall'ex ministro Pd Franco Bassanini, si muoverà su due fronti. Da un lato si farà garante presso le banche, permettendo a queste ultime di riaprire i rubinetti del credito e permettendo ai cittadini di accendere mutui per l'acquisto di una casa; dall'altro – invece – come dice la nota del governo, potrà “acquistare obbligazioni bancarie nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione di crediti derivanti da mutui garantiti da ipoteca su immobili residenziali (che oggi hanno un valore di mercato in caduta libera, ndr), liberando l’attivo delle banche che possono così erogare nuovi mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni principali”. Tradotto? Le banche venderanno allo Stato, attraverso la Cassa di Bassanini, i vecchi prestiti sotto forma di prodotti finanziari (a nessuno viene in mente la bolla speculativa americana dei subprime?). In pratica lo Stato acquista i debiti delle banche a caro prezzo, in modo che queste ultime riprendano a dare credito ai cittadini, che però pagheranno doppio questa apertura, da un lato con i mutui, dall'altro con i prodotti finanziari che lo Stato venderà loro per coprire i costi.

Passando al Fondo di solidarietà, questo sostituirà quello vecchio e avrà 200 milioni a disposizione che verranno così distribuiti: 40 milioni al Fondo per la sospensione per 18 mesi delle rate di mutuo; 60 milioni al Fondo di garanzia per i mutui a favore dei giovani; 60 milioni al Fondo che eroga contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione e 40 milioni al Fondo di copertura della morosità incolpevole a favore cioè delle famiglie che hanno perso il lavoro, rendendo impossibile pagare le rate del mutuo.

Insomma, il Governo cerca di rilanciare il mercato degli immobili e si muove a favore delle famiglie, ma per farlo si accolla tutti i debiti e i costi, lasciando invece alle banche solo i benefit di una ripresa del credito.