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Il piano dietro l'Europa: il cavallo di Troia di austerity e NPL

Francesco Melillo

Austerity e NPL sono davvero gli elementi per risollevare gli Stati altamente indebitati come l'Italia? L'accesso alla UE ed alla moneta unica ha richiesto enormi sforzi agli Stati aderenti che hanno applicato e definito regole per evitare di travasare i debiti da uno Stato all'altro. Al termine di questo processo di accesso, gli Stati hanno per un breve periodo accontonato tutte le regole stabilite lanciandosi in una corsa ai debiti.

Tutti hanno visto crescere debiti pubblici e privati, ma dopo pochi anni i controlli della nuova struttura europea e delle banche d'affari hanno evidenziato queste anomalie, richiamando l'attenzione su questi debiti.

Quasi come se fosse un copione da recitare, gli Stati virtuosi hanno puntato il dito verso li Stati ritenuti a rischio (quelli dell'Europa Mediterranea), provvedendo alla vendita dei titoli di Stato in loro possesso e provocando un crollo dei prezzi.

I bassi dati del PIL hanno messo in evidenza la criticità di quei debiti che continuavano a salire, provocando la violazione delle regole europee, indi la necessità di un intervento centrale.

L'azione dell'Europa si è vista nell'imposizione agli Stati definiti a rischio di regole di austerity che oltre a tagliare spese (utili ed inutili), ha richiesto numerose privatizzazioni, che con il tempo si è visto sono sevite a svendere asset pubblici a privati stranieri prevalentemente tedeschi e francesi.

Come si fa a far risalire il PIL di una nazione se i principali veicoli per la costruzione del PIL passano sotto il controllo straniero che ovviamente contribuiscono al PIL delle loro nazioni?

ll secondo atto del copione si consuma pochi anni dopo il primo, ovvero con l'ingresso sulla scena degli NPL.

Essi rappresentano i debiti delle banche difficilmente recuperabili, che per le normative europee devono essere venduti oltre una certa soglia. Il prezzo di vendita generalmente si aggira intorno a valori prossimi alla quarta o quinta parte del loro valore reale. Peccato che la maggior parte delle società specializzate nel trattamento di questi NPL (quindi società che comprano debito per riscuoterlo loro) sino straniere. Queste società acquistano un debito di un valore pari a 100 al prezzo di 20-30 e si occupano della riscossione che generalmente riescono a portare su valori più elevati di 20-30.

La banca che vende debito è italiana e perde denaro che ha prestato, la società che deve pagarlo è anch'essa italiana e se non è in grado di onorare il prestito ricevuto evdientemente è in perdita, la società che lo compra è straniera e comprando a prezzi irrisori quello che recupera sarà guadagno. Chi guadagna dalla vendita degli NPL? L'Italia e le sue imprese non di certo.

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