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Piano Lamorgese sui controlli rafforzati, ma la coperta è corta

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Viminale (Photo: ANSA)
Viminale (Photo: ANSA)

L’allerta per la variante Omicron cresce di ora in ora. Perché della nuova mutazione si conosce ancora poco, ma i Governi si preparano al peggio, cercando di rafforzare la strategia di contrasto. Servirebbero controlli a tappeto, ma il Viminale non ne ha le forze, per cui la pianificazione dei controlli del super green pass, affidata a Luciana Lamorgese, diventa un tetris complicato da risolvere. Perché le verifiche aumentano, ma gli organici delle forze dell’ordine sono sguarniti dopo anni di tagli. Insomma gli agenti sono pochi, la coperta è corta e si procederà con i controlli a campione, chiedendo il contributo di tutti, anche dei gestori dei locali.

Lunedì, in tarda mattinata, Lamorgese ha convocato in videoconferenza i prefetti, la Polizia, i Carabinieri e la Guardia di finanza per pianificare il massimo sforzo sui controlli. Era già nelle cose, con l’introduzione del super green pass dal 6 dicembre e in vista di Natale, con l’emergere della variante Omicron per il Governo diventa ancora più cogente. ”È il momento della responsabilità”, ha detto la titolare del Viminale.

Il nodo principale sono i trasporti: la certificazione verde sarà necessaria dal 6 dicembre anche per prendere la metro, l’autobus, i treni regionali. Mezzi che trasportano un gran flusso di persone, soprattutto in certi orari e nelle grandi città: per avere un’idea, basti pensare che sui bus e sulle metro di Roma viaggia ogni giorno mezzo milione di persone, a Napoli, tra funicolari, metropolitana e autobus, ne transita una cifra simile. A Milano, dove il trasporto pubblico è molto più usato, la sola metro - piena, secondo quanto risulta ad Huffpost solo al 60-65% rispetto ai livelli pre Covid - fa viaggiare ogni giorno circa 800mila persone. Un primo test sarà il Friuli Venezia Giulia, che passa in zona gialla già domani e adotta da subito il super green pass.

Nell’ora di punta, però, è impensabile avere un monitoraggio efficace. Al Viminale lo sanno bene. Così come sanno che non si può interrompere il servizio. L’opzione è stata scartata subito. Anche nelle stazioni ferroviarie, dove in certi orari il flusso è elevatissimo. Così si procederà con verifiche a campione, all’ingresso di scali e metro, con l’ausilio del personale delle società dei trasporti. Un lavoro complesso, perché servirebbero più risorse. Lo hanno lamentato i sindacati di Polizia, lo ha sottolineato ad Huffpost il sottosegretario con delega alla sicurezza Nicola Molteni - polemizzando con la titolare del suo dicastero perché “ho saputo dell’incontro con i prefetti dalle agenzie - e lo ha ammesso la stessa Lamorgese: “Noi abbiamo delle carenze di organico, ricordiamoci che gli organici delle forze di polizia sono state tagliati nel corso degli anni, oggi gli agenti hanno tanti impegni e se fossimo di più sarebbe meglio, ma lavoreremo e faremo dei piani”, ha detto.

Se quello dei trasporti è il settore che impensierisce di più, non ci sono solo bus e metro da controllare: dal 6 dicembre si potrà entrare al cinema, a teatro, al ristorante, in palestra, in piscina, solo se vaccinati o guariti. Non avrà più nessun valore, se non per andare a lavoro o per spostarsi, il green pass ottenuto con un tampone rapido. Non basterà, quindi, fermarsi ai 60-70mila controlli giornalieri di queste settimane - 28 milioni dall’inizio dell’anno, tiene a precisare la ministra Lamorgese. Fare di più sarà necessario, e ai prefetti spetta capire come. La titolare del Viminale si appella al senso civico e alla collaborazione dei gestori delle attività coinvolte dalla stretta: “Cercheremo di sensibilizzarli”. L’obiettivo è arrivare preparati a una prova che, comunque la si guardi, avrà non pochi problemi di gestione.

L’altra strategia è quella di fermare il virus fuori dai confini. O almeno di non farlo uscire dagli aeroporti. “Le compagnie aeree sono tenute a consegnare le liste dei passeggeri e questi vengono prelevati direttamente sottobordo, per essere poi sottoposti ai controlli sanitari di rito”, si legge in una nota diramata dagli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera dipendenti dal ministero della Salute. La raccomandazione è di vigilare sulla completa e corretta compilazione dei i moduli per fornire informazioni sulla provenienza dei viaggiatori, e sui loro luoghi di transito negli ultimi 14 giorni. Attenzione a chi arriverà, ma anche a chi ha messo piede in Italia da zone a rischio prima della scoperta della variante. Per capire quanto Omicron sia diffusa già nei nostri confini, e che tragitto abbia fatto, sono stati sequenziati centinaia di tamponi. E il ministero ieri ha chiesto alle regioni di continuare a sequenziare. Una richiesta non casuale visto che, come spiegato ieri da Huffpost, nel nostro Paese questa operazione viene fatta molto poco.

In vista di Natale la ricetta, ha ricordato la ministra Lamorgese, per ora resta la stessa: vaccini, mascherine, distanziamento. E un’attenzione maggiore a chi non rispetta le regole, da parte dei gestori e delle autorità.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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