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Piano nazionale energia: alla Camera audizione di Delfanti (RSE)

Lfe

Milano, 4 dic. (askanews) - L'incremento della produzione energetica elettrica da fonti rinnovabili, previsto per il 2030, richiede l'introduzione di sistemi di accumulo - per evitare il taglio delle produzione in caso di overgeneration - per 4,5 GW di sistemi di accumulo elettrochimici distribuiti e di 6 GW centralizzati. E' lo scenario emerso nel corso dell'audizione di Maurizio Delfanti, amministratore delegato di RSE- Ricerca sul Sistema Energetico alla X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati. L'audizione si è svolta nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della Strategia energetica nazionale al Piano nazionale Energia e Clima per il 2030; per RSE oltre all'amministratore delegato hanno partecipato all'incontro anche il presidente Giorgio Anserini e il direttore del Dipartimento sviluppo sistemi energetici, Michele Benini.

Lo scenario di sviluppo del sistema energetico al 2030 prevede un incremento della produzione da fonti rinnovabili che riguarda, per la gran parte, il solare fotovoltaico - con una potenza installata, che passa dai 20 GW attuali a 50 GW - e l'eolico onshore, da 12 a 17,5 GW. Questi incrementi, secondo RSE, determinano la necessità di introdurre capacità di accumulo indispensabile per evitare il taglio della produzione da fonti rinnovabili non programmabili in caso di overgeneration. In particolare, i modelli elaborati prevedono di inserire 4,5 GW di sistemi di accumulo elettrochimici distribuiti e di 6 GW centralizzati quali batterie di grande taglia e impianti idroelettrici a pompaggio. "Sono altresì necessarie risorse economiche e nuove soluzioni - ha detto Maurizio Delfanti - per garantire prezzi dell'energia competitivi per la transizione energetica. Occorre anche incrementare la capacità di analisi costi-benefici e la disponibilità di modelli di business innovativi, con l'obiettivo di stimolare anche l'impiego di capitali privati".

RSE nella sua attività di ricerca affianca agli studi di scenario sulla transizione energetica progetti di ricerca sperimentali. Tra questi assumono particolare rilievo le iniziative in corso sull'autoconsumo e sulle comunità energetiche, nell'ottica di favorire l'adozione di sistemi decentralizzati che favoriscano l'impiego da fonti rinnovabili intermittenti. Il coinvolgimento di partner privati e pubblici nella sperimentazione potrà consentire di favorire modalità condivise e partecipative per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazionecui tende il piano Energia e Clima. Un ulteriore progetto di ricerca sul quale si concentra l'impegno di RSE riguarda l'utilizzo di veicoli elettrici in modalità Vehicle-to-Grid (V2G), per sfruttare la potenziale capacità di accumulo da parte delle batterie del parco di veicoli, previsto in rapida espansione, per poter fornire servizi a vantaggio della stabilità della rete.

RSE-Ricerca sul Sistema Energetico è una società per azioni, con socio unico GSE, vigilata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Sviluppa attività di ricerca nel settore elettrico, con particolare riferimento ai progetti strategici nazionali e internazionali. Con 305 dipendenti e oltre 260 ricercatori RSE, svolge attività di ricerca e sviluppo per l´intera filiera elettro-energetica, in ottica applicativa, sperimentale e di scenario, assicurando la prosecuzione coerente delle attività di ricerca in corso e lo sviluppo di nuove frontiere a beneficio dell'intero sistema paese.