Piazza Affari: -2,02%. E il crollo rischia di diventare dramma

QUOTAZIONI CORRELATE

SimboloPrezzoVariazione
ACE.MDD8,160,00

Iniziamo dalla eterna minaccia greca, che ormai sta diventando una pericolosa abitudine.

Il debito di Atene, ormai insostenibile per la Grecia, dovrà essere ripagato, a quanto pare, con 2 anni extra di ritardo (2016 invece che entro il 2014), cos che costerà alla comunità internazionale più di 31 miliardi. E qui non è solo la Germania che ha iniziato a innervosirsi ma anche il Fmi che ha chiesto all’Europa di trovare un accordo per far rientrare le modalità del debito entro dinamiche maggiorente sostenibili per Atene come anche per la comunità internazionale. Senza contare, ancora la costante di Madrid sempre sul punto, ufficiosamente, di chiedere aiuti, quando, ufficialmente sono sempre smentiti.

In tutto ciò s’insinua anche la riaccesa polemica di Weidmann, numero uno della Bundesbank, la banca centrale tedesca, che è pronto ad attaccare il sistema dell’Unione bancaria giudicata inutile per risolvere la crisi, sebbene potenzialmente rinvigorente per la moneta unica. Un ritorno alle diatribe interne che poco piace agli investitori, i quali non hanno avuto conferme, anzi solo un vistoso peggioramento dei loro timori, nemmeno al di là dell’oceano con l’inizio ufficiale delle trattative tra la Casa Bianca e il Congresso per il problema del Fiscal Cliff. Posizioni distanti sulle quali, però, i partecipanti sono ottimisti. Nel caso infatti, dovessero fallire si prospetterebbero solo due scenari: trattative ad oltranza per mesi (blocco dell’economia) oppure un accordo di compromesso (ritorno del problema nel giro di poche settimane). La prima opzione sarebbe estremamente sfibrante, proprio in un momento tremendamente delicato per la politica internazionale con la guerra praticamente iniziata tra Israele e l’autorità palestinese, con un escalation inaspettata proprio in queste ore e il rischio contagio a tutta la zona araba.

, Inoltre, tra gli altri elementi di disturbo per Piazza Affari, si devono registrare i dati sulla produzione industriale Usa che, per effetto dell’uragano Sandy, hanno fatto registrare un brusco calo, anche peggiore del previsto, visto che la zona colpita, la costa est, crea da sola il 10% dell’economia nazionale. Ebbene, i dati di ottobre hanno segnato un -0,4% rispetto a settembre.

Per quanto riguarda il panorama strettamente interno, cioè italiano, Telecom (Xetra: 882336 - notizie) ha visto un crollo su tutta la linea dovuto alle indiscrezioni circa il blocco delle trattative con la Cassa Depositi e Prestiti per le operazioni di scorporo della rete. A fine seduta ha fatto registrare un -4,68% a 0,682 euro.

In negativo chiudono anche i bancari con Bpm al primo posto tra le perdenti (-5,2%), seguita da Mediobanca (EUREX: 574959.EX - notizie) (-3,6%) e Ubi (-3,3%). Male anche Exor (EUREX: 572835.EX - notizie) che sconta la scure di Goldman che ha visto al ribasso rating (da buy a neutral), target price e outlook eps. Negativo anche il quadro per le immatricolazioni nell’Unione europea con l’Acea (MDD: ACE.MDD - notizie) che ha resi noti i dati di ottobre riferiti al panorama Ue e a quello Efta (-4,5%) e per l’Italia si parla di -12,4% Unica (Xetra: NZ4.DE - notizie) nota paradossalmente positiva, forse, la crisi di governo giapponese: eventuali nuove elezioni potrebbero portare a una rinnovata fiducia in quella che minaccia di essere, sul lungo termine, una bomba ad orologeria. E se l’economia mondiale deve sperare in un cambio di rotta di Tokyo, (che ha il debito pubblico più alto del mondo e una recessione in atto), per riuscire a trovare un po’ di speranza allora vuol dire che non sta messa molto bene.

Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

Scopri le nostre fonti: clicca sul logo per leggere tutti gli articoli dei provider e trova il tuo preferito