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Piazza Affari arretra: banche e Poste in coda al Ftse Mib, delude anche Eni

Redazione Finanza
·2 minuti per la lettura

Piazza Affari cede alle vendite oggi complice la notizia arrivata da Johnson & Johnson che ha temporaneamente sospeso la sperimentazione di un potenziale vaccino contro il Covid-19 a “causa di una malattia inspiegabile” che ha colpito un partecipante allo studio. I mercati non hanno trovato sponda nell’avvio dell’earning season con JP Morgan, BlackRock e Citigroup che hanno comunque sfornato risultati oltre le attese. Oggi, intanto, sono arrivate ulteriori risconti positivi dall'asta Btp con rendimenti ai nuovi minimi storici per le scadenze a 7 e 30 anni, in linea con i movimenti evidenziati negli ultimi giorni sul secondario. Il nuovo Btp a tre anni (scadenza gennaio 2024) è stato invece assegnato al tasso di -0,14%, vicino al record di gennaio a -0,18%. In questo scenario, l'indice Ftse Mib è indietreggiato dello 0,81% a 19.558 punti. Sul fondo del listino principale scivolano le banche, con Bper Banca peggior titolo di oggi con cali arrivato a oltre -5% toccando un nuovo minimo storico a 1,083 euro. Da inizio anno Bper è il secondo peggior titolo di tutto il Ftse Mib con -63%. Peggio fa solo Saipem con -65%. Cali consistenti anche per Banco Bpm in calo del 3,08 per cento. Debole anche Unicredit (-3,66% a 7,07 euro) dopo l’indiscrezione de Il Sole 24 Ore, secondo cui l’istituto di piazza Gae Aulenti starebbe valutando un piano per creare una subholding con sede in Germania, in cui vengano convogliate tutte le sue attività estere. Una mossa, che a detta degli analisti di Mediobanca è propedeutica a una futura mossa di M&A. Giornata buia per tutti i finanziari con -3,7% per Mediobanca e oltre -2% per Poste Italiane e Intesa Sanpaolo. Tra i peggiori anche i titoli oil con ENI che ha chiuso a -1,95%.