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Piazza Affari in calo, tonfo per Hera ed Eni

(Adnkronos) - Dopo una partenza positiva Piazza Affari soffre i dati negativi sull’inflazione in Italia e in Europa, con i prezzi che continuano ad aumentare. A Milano, nell’ultima seduta del mese il Ftse Mib chiude perdendo l’1,22%, a 21.559,32 punti. Non migliora poi in modo significativo lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che si aggira ancora attorno ai 230 punti base.

L’indice dei prezzi al consumo salito al 9,1% ad agosto spaventa gli investitori, che ora temono un nuovo duro intervento della Bce sui tassi di interesse. Non solo: le prospettive sempre più incalzanti di una recessione, dopo i messaggi non positivi della Fed, fanno scendere il valore del gas e del greggio, penalizzando i petroliferi.

Le aziende energetiche quotate in Italia, poi, subiscono la notizia del ricalcolo del prelievo sugli extraprofitti: l’esborso, in particolare, è stato alzato per Eni da 550 milioni a 1,4 miliardi di euro. Il titolo così perde il 3,50%. Male anche Hera (-6,01%), A2A (-3,57%), Terna (-4,36%), Italgas (-3,11%), Campari (-3,37%), Saipem (-2,20%), Snam (-2,75%), Enel (-2,45%), Tim (-3,10%) e Stellantis (-1,95%).

Fanno decisamente meglio i bancari, a partire da Unicredit (+4,48%), che ha comunicato di aver ricevuto l'autorizzazione della Bce per l'esecuzione della seconda tranche del programma di riacquisto di azioni proprie del 2021. Guadagnano terreno anche Banca Generali (+0,61%) e Banco Bpm (+0,20%), mentre è in controtendenza Intesa Sanpaolo (-0,37%). Infine chiudono in positivo Amplifon (+1,09%), Nexi (+0,69%), Pirelli (+1,91%) e Poste italiane (+0,58%). (in collaborazione con Money.it)