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Piazza Affari chiude debole con banche, soffre anche FCA

Alessandra Caparello

Le tensioni geopolitiche hanno frenato Piazza Affari. Dopo l’avvio d’anno sprint, il Ftse Mib ha chiuso oggi in calo dello 0,56% 23.702,35 punti. A pesare sono le tensioni in Medio Oriente dopo che il Pentagono ha confermato di aver ucciso, in occasione di un attacco all'aeroporto di Baghdad, il generale iraniano Qassem Soleimani e altre 7 persone. Notizia che ha infiammato le quotazioni del petrolio e spinto gli acquisti su asset rifugio quali l’oro.

Sul parterre di Piazza Affari si sono mossi bene i titoli oil con +0,70% di ENI e +0,87% di Saipem. Molto bene anche Tenaris (+1,34%) che ha concluso l'acquisizione di IPSCO Tubulars, un produttore statunitense di tubi in acciaio, per 1.067 milioni di dollari.

Tra i peggiori titoli di giornata spiccano le banche. Le peggiori sono state UBI Banca (-2,89%% a 2,85 euro) e Banco BPM (-2,39%%). Il ceo di Banco BPM, Giuseppe Castagna, ha bollato come "infondate" le voci su una possibile aggregazione con UBI Banca. Il ceo di Banco BPM conferma l'intenzione di tornare alla distribuzione del dividendo a valere sull'utile 2019. Equita Sim, che ha giudizio buy su Banco BPM con target price a 2,8 euro, ipotizza per il 2019 un dividendo simbolico di 5 cent (15% payout), ma auspica che il management - anche per inviare un segnale di rinnovata fiducia nella sostenibilità del livello di capitale e dei progressi realizzati con il derisking - possa decidere per una remunerazione più generosa che ricompensi gli azionisti dei sacrifici degli ultimi anni. "In base ai nostri calcoli un aumento del dps a 12 cent (32% payout) porterebbe il dividend yield al 5,5% con un consumo aggiuntivo di capitale limitato a 14bps".

Giornata difficile anche per il titolo FCA (-xx) che ha tenuto a fatica quota 13 euro. Il gruppo italo-statunitense ha riportato una flessione delle immatricolazioni in Italia anche a dicembre, non riuscendo a seguire il rimbalzo messo a segno da mercato auto nell'ultimo mese dell'anno (+12,5%). Il gruppo ha chiuso dicembre con oltre 31mila unità vendute, il 2,3% in meno rispetto allo stesso mese del 2018 per una quota di mercato del 22,1%.