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Piazza Affari: i titoli bancari non bastano, prevale il rosso

Giancarlo Marcotti
 

Wall Street, la locomotiva, continua a correre, ma ha staccato i vagoni. Per questo motivo la Merkel, a Davos, ha avuto parole velenose nei confronti di Trump, ma gli Stati Uniti sono un Paese che ha sovranità monetaria e nessuno può andare a comandare a casa loro.

La nostra Piazza Affari non poteva fare eccezione e le vendite hanno colpito anche la Borsa milanese nonostante la “strenua difesa” dei titoli del comparto bancario.

Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) (-1,47%) aveva ceduto fin dalle prime battute, tutti gli altri titoli del settore, invece, avevano resistito in territorio positivo fino al termine delle contrattazioni, nell’asta di chiusura, poi, è arrivata la freccia rossa anche per Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) (-0,05%) e Banco BPM (-0,13%), quindi in guadagno sono rimasti Bper Banca (+2,03%), Ubi Banca (Amsterdam: UF8.AS - notizie) (+1,20%) ed Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) (+0,11%).

Terzo gradino del podio per Generali (EUREX: 566030.EX - notizie) (+1,00%) che tuttavia termina distante dai massimi di giornata.

La palma di titolo del giorno spetta però a Moncler (+0,52%) che stabilisce il nuovo massimo assoluto (27,06 euro) nonostante la chiusura sul minimo di seduta.

Rimane solo una freccia verde, è quella di Yoox Net-a-Porter (+0,21%) che ormai è praticamente un ex-titolo di Borsa.

Il nostro Ftse Mib (-0,90%) ha terminato sul minimo di giornata zavorrato in particolare dal crollo di Stmicroelectronics (Amsterdam: ST8.AS - notizie) (-6,28%) che paga per una trimestrale sorprendentemente deludente da parte di Texas Instruments (Swiss: TXN.SW - notizie) che in questo momento, al Nasdaq (Francoforte: 813516 - notizie) , sta perdendo quasi 8 punti percentuali.

Ma le vendite hanno colpito in tutto il settore industriale, Cnh Ind. (-2,13%), Leonardo (-1,79%), Ferrari (Xetra: 30092157.DE - notizie) (-1,70%), Brembo (-1,62%) e Prysmian (EUREX: 3056144.EX - notizie) (-1,22%) han lasciato sul terreno oltre un punto percentuale.

Non è andata tanto meglio alle utilities: Terna (Amsterdam: TX6.AS - notizie) (-1,93%), Snam Rete Gas (-1,54%), Italgas (-1,27%) Enel (Swiss: ENEL.SW - notizie) (-1,15%) ed A2A (EUREX: 928195.EX - notizie) (-0,93%).

E dopo tre sedute rialziste torna a scendere anche Campari (Milano: CPR.MI - notizie) (-2,10%) il cui 2018 non è iniziato nel migliore dei modi.

Ed allora domani sentiamo quel che avrà da dirci Mario Draghi, non ci aspettiamo grandi sorprese, almeno per i prossimi sei mesi, va tutto ben … Madama la Marchesa.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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