Piazza Affari in gran forma: +2,81%. Merito di Usa e bancari

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Infatti, mentre Obama si dichiarava disposto a trattare su tutti i fronti “per dare una sicurezza alle famiglie e ai lavoratori per il prossimo anno”, anche i rappresentanti repubblicani avevano abbandonato la loro intransigenza sull’aumento delle tasse e i democratici si sono detti disposti ad accettare alcuni tagli alla spesa pubblica. Una serie di favorevoli circostanze accompagnate da dati altrettanto favorevoli sull’economia dello zio Sam (Euronext: SAMP.NX - notizie) che ha visto un rialzo del Pil (+2,7% rispetto al precedente dato, 2%) e un aumento sull’indice pending home, ossia le case in fase di vendita (+13,2% rispetto all’anno scorso e +5,2% rispetto al mese scorso). Alla ricetta magica del giorno, basta aggiungere le blue chip che non temono più gli aumenti della tassazione sui dividendi (o almeno non credono che possa toccare le punte più alte finora ventilate) e anche un ottimismo sul petrolio. Uno sguardo più lontano faceva intravedere ottimismo persino dal Giappone dove le attese per le elezioni anticipate del 16 dicembre, facevano sperare in nuove decisioni della Banca (Santiago: BANCA.SN - notizie) centrale verso una politica monetaria allentata.

Ma il vero protagonista della giornata, stavolta in positivo, è ancora lui, il Fiscal Cliff. Voci non confermate vorrebbero un aumento delle tasse di poco più di un trilione di dollari (1,2) e un taglio della spesa pubblica di 400 miliardi proprio su quella riforma sanitaria tanto voluta da Obama e sulla quale il Presidente ha dovuto chinare la testa di fronte alla minaccia di una recessione che rischiava di distruggere tutto entro nemmeno 3 settimane. Adesso (Berlino: ADN1.BE - notizie) resta da vedere come i delegati sceglieranno i particolari tecnici e le voci di quell’altro trilione di tagli per quanto riguarda il restante della spesa, ma intanto un accordo di massima sembra proprio essere stato raggiunto.

, Ed è proprio il clima di riacquistata fiducia, ancor prima che il reale e concreto raggiungimento di un accordo, che ha permesso a Piazza Affari di mettere le ali e con lei tutte le altre Piazze d’Europa. Risultato: Milano chiude a +2,81 con uno spread Btp-Bund che, al momento della stesura di quest’articolo, tocca i 322 punti.

Per quanto riguarda Piazza Affari, nello specifico, a dare una marcia in più anche l’asta BTP a 5 e 10 anni, collocati con tassi molto vicini ai livelli della fine del 2010. Un ottimismo che coinvolge prima di tutto i bancari con Banca Popolare dell’Emilia Romagna a +10%, seguito da Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) (+8,77%), Ubi Banca (Berlino: BPD.BE - notizie) (+7,47%), Banco Popolare (Berlino: B8Z.BE - notizie) (+4,78%), Unicredit (EUREX: C2RI.EX - notizie) (4,23%) e Intesa Sanpaolo (Dusseldorf: 575913.DU - notizie) (+3,93%) e, incredibile a dirsi, anche Banca MPS (Milano: BMPS.MI - notizie) con un +2,28%. La banca di Siena, simbolo per secoli dell’imprenditorialità italiana, resta ancora però tra i titoli da evitare visto che, nonostante il rialzo odierno è destinato a sottoperformare il mercato, con un target price limato ulteriormente a 0,12 euro, soprattutto a causa di problemi strutturali previsioni di bilancio 2013 ulteriormente in rosso anche sugli utili.

A dare man forte al comparto anche il report di Exane che promuove tutto il settore con una ritrovata fiducia nei confronti delle mid cap bank, quelle preferite dagli analisti e giudicate maggiormente flessibili verso i cambiamenti dell’economia reale. L’entusiasmo del rialzo è talmente potente che rende i mercati impermeabili anche all’anatema di Moody che non crede possibile un salvataggio della Grecia nemmeno con il piano di ristrutturazione appena concordato e che ha tenuto sulle spine i mercati per mesi. Ma finchè ci sarà un gigante come gli Usa a proteggere l’economia mondiale, Atene diventa un particolare quasi trascurabile.

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