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Piazza Affari in rosso ma non è un crollo

Giancarlo Marcotti
 

E’ arrivata la letterina da Bruxelles, Piazza Affari non l’ha ignorata ma non si è fatta intimorire, alla fine, aiutata anche da Wall Street ha limitato le perdite a pochi decimi di punto percentuale.

Neppure Londra (+0,1%) e Francoforte (+0,1%) hanno avuto una seduta eclatante, solo Parigi (+0,5%) ha guadagnato mezzo punto percentuale.

Il nostro Ftse Mib (-0,36%), come anticipato, ha terminato la seduta con un ribasso, dovuto principalmente al calo registrato dai titoli del comparto bancario.

Fanalino di coda Unicredit (-3,45%), ma hanno subito vendite anche Banco BPM (-2,23%), Bper Banca (-1,81%), Ubi Banca (-1,18%), Intesa Sanpaolo (-0,87%), in controtendenza soltanto Mediobanca (+0,81%).

Dopo l'ottima performance della vigilia storna Tenaris (-3,29%) in una giornata negativa per i titoli del comparto petrolifero: Eni (-1,07%). In controtendenza solo Saipem (+1,24%) ma è un guadagno dal gusto amaro perché in intraday il titolo era arrivato a guadagnare quasi il 7% dopo aver acquisito una commessa multimiliardaria.

Ed allora diamo un’occhiata alla parte alta della classifica, sulle indiscrezioni di calcio mercato sale ancora Juventus (+5,18%). Molto bene anche il comparto del lusso: Salvatore Ferragamo (+3,04%) e Moncler (+2,25%).

L’accordo sullo sblocca-cantieri favorisce gli acquisti su Atlantia (+2,60%) che ha ripreso, e con gli interessi, quanto lasciato sul terreno alla vigilia.

Al momento ancora semaforo verde a Wall Street, il Dow Jones e lo S&P500 salgono di circa mezzo punto percentuale, più modesto il guadagno del Nasdaq (+0,2%) che però alla vigilia aveva avuto una seduta boom.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro       

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