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Piazza Affari interrompe striscia vincente, al tappeto anche Enel e FCA

Redazione Finanza
·4 minuto per la lettura

Chiusura senza smalto per Piazza Affari, reduce dai forti rialzi della prima parte della settimana e in generale da un balzo record del 17% nelle prime 8 sedute del mese. L'indice Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,83% a 20.817 punti. Anche Wall Street si sta prendendo oggi una pausa dal rally forsennato delle ultime giornate, con solo il Nasdaq che riesce a mantenersi sulla parità. Tra i movimenti odierni spicca il +1,5% di Nexi all'indomani della pubblicazione dei risultati finanziari e delle indicazioni sull'integrazione con Sia. "Risultati del terzo trimestre superiori alle attese", scrivono gli analisti di Equita che confermano la valutazione buy su Nexi, con target price di 16,2 euro. Tra i migliori oggi sul Ftse Mib spicca poi Poste Italiane (+3% a 8,23 euro) con gli investitori che hanno accolto bene i conti del 3° trimestre, chiuso con un utile netto di 353 milioni, in rialzo del 10,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 e oltre le stime degli analisti ferme a 301 milioni. Sul fronte dei ricavi, sostanzialmente stabili a 2,6 mld (+0,8%), spicca il balzo del 40% dei ricavi da pacchi che controbilancia il calo di quelli legati alla corrispondenza. I ricavi da servizi finanziari hanno raggiunto quota 1,17 mld, il 3% sopra il consensus. Bene anche i servizi assicurativi, in rialzo del 7% a 454 milioni, con una raccolta netta e lorda in crescita. "Poste ha riportato un ottimo set di risultati grazie al contributo della divisione financial services e insurance", commentano gli analisti di Equita che hanno giudizio buy su Poste con tp a 10,3 euro. Raccomandazione positiva anche quella di Mediobanca che è 'outperform' sul titolo con target price a 11 euro. Gli analisti di piazzetta Cuccia sottolineano come l'ebit sia stato del 6% oltre le loro attese, mentre l'utile netto abbia battuto le loro attese del 7% e quelle di consensus di ben il 12%. Poste Italiane ha confermato la sua politica di dividendi a ha deliberato la distribuzione, a titolo di acconto, di parte del dividendo ordinario previsto per l’esercizio 2020, per un importo pari a 0,162 euro per azione. Sul fondo del listino staziona, invece, Pirelli che cede oltre il 6,5% nonostante i segnali di miglioramento nel terzo trimestre. Tra i peggiori anche Fca (-2,11% a 12,06 euro) nonostante l'annuncio del nuovo progetto con ed Engie, player tecnologico italiano dell’energy storage. Le due società hanno fatto sapere di avere stipulato un Memorandum d’Intesa volto a costituire una joint venture per creare un’azienda leader nel panorama europeo della e-Mobility. Tra le big calo dell'1,61% per Enel. Giù di oltre l'1% anche Unicredit e Intesa. Senza verve Generali (-0,15% a 13,46 euro) nonostante i conti trimestrali siano stati migliori delle attese a livello di utile operativo, arrivato a 4,02 miliardi di euro, il 4% superiore alle attese di consensus. Credit Suisse, che ha giudizio underperform su Generali, sottolinea come l'utile operativo sia andato il 3% sopra le sue stime con rami vita e danni migliori del previsto dell'1%. Il cda compagnia assicurativa triestina ha preso atto delle indicazioni del regolatore in merito alla distribuzione del dividendo deliberando di attenersi alle attuali richieste dell'autorità di vigilanza e non procedere all`erogazione della seconda tranche del dividendo 2019 (0,46 euro per azione, ossia il 3% circa di yield ai prezzi attuali) entro fine anno, confermando tuttavia di volerlo pagare nel 2021, subordinatamente al positivo orientamento della Vigilanza. Segno meno anche oggi per Atlantia (-0,9%) dopo il -3% dellea vigilia a causa della notizia relativa all'arresto di ex tre dirigenti della controllata Autostrade (incluso l'ex AD Giovanni Castellucci) e alle misure interdittive scattate contro tre attuali dirigenti, sempre di Autostrade. Il mercato ha scontato il timore di conseguenze sulle trattative tra la holding della famiglia Benetton e il trio Cdp-Blackstone-Macquarie, che dovrebbe ripresentare un'offerta per la quota dell'88% che Atlantia detiene in Aspi entro il prossimo 30 novembre. Oggi, il viceministro dei Trasporti Giancarlo Cancelleri (M5S) ha detto: "O si chiude entro quest'anno questa vicenda o si procede con la revoca" delle concessioni.