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Piazza Affari mostra i muscoli, bene industriali e utilities

·2 minuto per la lettura

Avvio di settimana in solido territorio positivo per Piazza Affari. Il progressivo allentamento delle tensioni sulla variante Omicron ha spinto i listini europei in avvio di settimana nonostante le nuove fonti di tensione in arrivo dalla Cina, dove Evergrande ha fatto sapere che potrebbe non essere in grado di far fronte ai suoi obblighi finanziari. Nel corso della seduta la People’s Bank of China ha annunciato di aver ridotto il coefficiente di riserva obbligatorio di mezzo punto percentuale.

In questo contesto il Ftse Mib si è fermato in quota 26.500 punti (+2,16% a 26.498,07 punti) grazie ai rally registrati dai titoli del comparto industriale (+3,61% di Pirelli, +3,48% di Stellantis e +3,49% di CNH Industrial) ed a guadagni messi a segno dalle aziende di pubblica utilità (+3,6% per Hera, +2,6% per A2A e +3,02% di Enel).

Il gruppo guidato da Francesco Starace ha emesso una nota per rendere noto di aver completato la cessione del 50% del capitale di Open Fiber, di cui il 40% a Macquarie Asset Management per un corrispettivo di circa 2.199 milioni di euro e il 10% a CDP Equity per un corrispettivo di circa 534 milioni di euro. L’operazione permette al gruppo di realizzare una plusvalenza di circa 1.763 milioni di euro.

Denaro anche sulle banche: BPER Banca ha segnato un +3,15%, Intesa Sanpaolo un +3,1% ed UniCredit ha evidenziato un +2,7%. Su quest’ultima, gli analisti di JPMorgan hanno alzato la valutazione da “neutral” ad “overweight” con prezzo obiettivo in aumento da 12 a 15 euro.

In una giornata di guadagni generalizzati, il -1,38% di Telecom Italia fa ancora più rumore: Vivendi punterebbe ad un controllo pubblico dell'infrastruttura di rete. Sul completo segnaliamo il +2,13% di Maire Tecnimont grazie alla notizia di nuovi contratti per 3,5 miliardi di dollari.

Segno meno per lo spread Btp-Bund, sceso del 2,6% a 128 punti base, dopo che l'agenzia Fitch ha migliorato di un “notch” il rating sul debito sovrano, portandolo da “BBB-“ a “BBB”. (in collaborazione con money.it ).

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