Piazza Affari paga lo sgambetto della politica. Scenari attesi

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GS158,62+1,40
BARC.L246,75+9,20
DJCI25,580,06

Anche l’ultima seduta della settimana non ha riservato nulla di buono a Piazza Affari dove l’indice Ftse Mib (MDD: FTSEMIB.MDD - notizie) , dopo aver tentato di affacciarsi sopra la parità nelle battute iniziali, ha cambiato subito direzione di marcia, imboccando nuovamente la via delle vendite. Da mercoledì il mercato è ricaduto nella rete dei ribassisti mostrando una minore forza relativa rispetto agli altri listini e interrompendo bruscamente il buon recupero messo a segno dai recenti minimi di periodo in area 14.800 che ha spinto le quotazioni fino all’area dei 16.200. Un livello che appare nuovamente lontano visto che il Ftse Mib si appresta a chiudere la settimana a ridosso dei 157600, con una flessione di poco meno di un punto percentuale. A scatenare le vendite nelle ultime due sedute ha contribuito senza dubbio l’incertezza politica che ha riportato tensioni anche sul fronte obbligazionario, con lo spread BTP-Bund allontanatosi velocemente dall’area dei 300 punti base raggiunta nei giorni scorsi, riportandosi a ridosso dei 330 basis points. Ad accendere la miccia è stata la decisione del PdL di non votare la fiducia al Governo nè al Senato, nè alla Camera, privandolo così di quella maggioranza necessaria per proseguire i lavori fino alla naturale scadenza del mandato. Questa mattina il PdL ha deciso di staccare definitivamente la spina e per voce del suo segretario, Angelino Alfano, ha fatto apere che l’esperienza del Governo è conclusa. Tornano così in primo piano lo spettro delle elezioni anticipate visto che si è in attesa di capire che gli italiani saranno chiamati a tornare alle urne a marzo prossimo o ancor prima a febbraio. Nel frattempo Piazza Affari risente di questa forte incertezza politica e ci si chiede a questo punto quali siano i possibili scenari che ci accompagneranno nelle prossime settimane, in attesa di schiarite sul fronte politico.

, Secondo gli analisti di Barclays (Londra: BARC.L - notizie) , la reazione negativa registrata ieri dal mercato è da ricondurre principalmente alla notizia, rivelatasi poi infondata, delle possibili dimissioni di Monti già ieri. Il broker ritiene che il ritorno dell’ex premier Berlusconi alla guida del PdL potrebbe aver pesato meno sull’ampliamento dello spread BTP-Bund. Gli esperti segnalano che a preoccupare maggiormente gli investitori stranieri è l’instabilità abbinata ad una lunga fase di incertezza politica. Questo rischio però potrebbe anche essere ridotto con le elezioni anticipate, a patto che PD e SEL riescano ad accrescere il loro peso relativo al Senato dove appare ancora difficile un’ampia maggioranza. I colleghi di Unicredit (EUREX: C2RI.EX - notizie) puntano l’accento sul venir meno del sostegno del PDL al Governo Monti, segnalando che l’avvio della campagna elettorale contribuisce ad aumentare l’incertezza politica. C’è anche chi appare meno preoccupato di altri, ed è il caso di UBS (NYSEArca: DJCI - notizie) secondo cui le minacce di Berluscioni non vengono prese più sul serio ormai, tano che ieri si sarebbe parlato più di Draghi che non dell’ex premier. A detta degli esperti di Societè Generale, in Italia gli investitori stranieri in questo momento vogliono vedere più il bicchiere mezzo pieno che quello mezzo vuoto. Di recente si è avuta una drastica flessione del rendimento dei BTP e per consolidare questo successo sarà sufficiente che il Governo, qualunque esso sia, confermi l’adozione di un programma in favore delle riforme. Gli analisti di Goldman Sachs (NYSE: GS - notizie) parlano di una situazione politica molto complicata, con riferimento a quella italiana, aggiungendo che le nuove elezioni potrebbero arrivare prima del previsto, forse già a inizio febbraio.

, Ad esprimere qualche preoccupazione sulle prospettive dell’obbligazionario italiano è ING, secondo cui è impensabile credere d un ritorno di Berluscioni senza ripercussioni sui BTP. La banca olandese ha mantenuto la posizione long sui titoli di Stato del nostro Paese, pur segnalando che la positiva performance dell’Italia non può più tollerare troppe interferenze da parte del Cavaliere. Il timore di ING è che l’instabilità del mercato obbligazionario del Belpaese possa avere ripercussioni anche sull’intera periferia dell’area euro, compresa la Francia, inducendo così la BCE ad intervenire sui tassi di interesse. In sintesi le incertezze che arrivano dal fronte politico potrebbero avere ancora un peso non indifferente sul futuro di Piazza Affari nelle prossime settimane. Questo potrebbe anche voler dire addio al classico rally di fine anno che in parte può considerarsi già realizzato, se si tiene conto del fatto che dagli ultimi minuti a 14.800 fino all’area dei 16.200 l’indice Ftse Mib ha messo a segno un rialzo di quasi il 10%, un risultato tutt’altro deprecabile! Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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