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Piazza Affari in perfetta parità, male gli energetici

(Adnkronos) - Giornata senza scossoni o rimbalzi per Piazza Affari, dopo il rosso di ieri. Complici l’andamento negativo di Wall Street e le preoccupazioni sull’andamento dell’economia, il Ftse Mib chiude in perfetta parità (+0,00%) a 21.480,61 punti. A spaventare gli investitori sono in particolare le tensioni per la contesa energetica tra Russia ed Europa da una parte e il rialzo dei tassi di interesse per combattere l’inflazione dell’altra.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi non si muove in modo significativo, aggirandosi ancora attorno ai 235 punti base. Il Ftse Mib future (con scadenza questo mese) si è poi indebolito. Sul listino principale della Borsa di Milano, quindi, la discesa del prezzo del gas e del petrolio non fa bene alla maggior parte delle utility e agli energetici. Hera perde il 5,14%, Eni il 2,75%, Tenaris il 3,43%, Enel lo 0,48%, A2A l’1,36%, Italgas lo 0,97% e Terna lo 0,25%.

Tengono, invece, le banche. Intesa Sanpaolo guadagna lo 0,40%, Unicredit lo 0,48%, Fineco lo 0,32%, Banca Mediolanum lo 0,70% e Banco Bpm lo 0,32%. Quanto a Bper (+0,20%), il risultato è influenzato anche dal giudizio di Fitch, che, con riferimento al programma di emissioni di obbligazioni fino a 6 miliardi di euro, ha assegnato al debito senior non-preferred il rating BB. Per il resto brillano Pirelli (+3,01%), Nexi (+1,55%), Poste (+1,14%) e Saipem (+1,82%). Bene anche Tim (+0,40%). Secondo indiscrezioni di stampa l’offerta di Cdp per la rete unica con Open Fiber sarà recapitata tra il 26 e il 30 settembre, dopo la campagna elettorale, quindi la proposta vincolante arriverà entro il 31 ottobre. (in collaborazione con Money.it).