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Piazza Affari positiva dopo Fed e BCE

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Il day-after la Federal Reserve, e nel gran giorno della Banca Centrale Europea, Piazza Affari ha chiuso la seduta con il segno più. Ieri l’istituto guidato da Jerome Powell ha intensificato, come da pronostico, il processo di riduzione degli stimoli portando il “tapering” da 15 a 30 miliardi mensili. Nel 2022, è emerso dai “dot plot”, dovremmo assistere a tre incrementi dei tassi.

Anche dal meeting del Consiglio direttivo della Bce non sono emerse grandi sorprese: il costo del denaro non è stato toccato ed è arrivata la conferma che il prossimo 31 marzo il programma emergenziale Pepp (il piano varato appositamente per combattere la crisi provocata dalla pandemia) terminerà.

Per quanto riguarda l’andamento dell’economia, nel 2022 è attesa una nuova accelerazione mentre dal fronte prezzi l’inflazione si confermerà elevata, spinta dalla forza della domanda e dai prezzi dei prodotti energetici.

Oggi si è riunita anche la Bank of England, che ha incrementato il costo del denaro dallo 0,1 allo 0,25%.

In questo contesto il nostro Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a 26.782,44 punti, +0,44% rispetto al dato precedente, mentre lo spread Btp-Bund è aumentato di quasi il 3% a 132 punti base. Sul Ftse Mib le performance migliori sono state registrate da due big del comparto industriale come CNH Industrial e Stellantis, salite rispettivamente del 4,38 e del 3,3 per cento.

Il ritorno degli acquisti sul Brent, il future sale dell’1,7% a 75,1 dollari, ha permesso a Tenaris, Eni e Saipem di salire rispettivamente del 2,87, dell’1,65 e dello 0,83 per cento. Misti i bancari: da un lato troviamo Intesa Sanpaolo (+1,86%) e Mediobanca (+1,12%), dall’altro UniCredit (-0,53%) e Bper Banca (-4,25%).

A causa del terzo profit warning dell’anno, le azioni Telecom Italia hanno chiuso con un -0,93%. (in collaborazione con money.it).

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