Italia markets closed
  • Dow Jones

    35.258,61
    -36,15 (-0,10%)
     
  • Nasdaq

    15.021,81
    +124,47 (+0,84%)
     
  • Nikkei 225

    29.025,46
    +474,56 (+1,66%)
     
  • EUR/USD

    1,1614
    +0,0013 (+0,12%)
     
  • BTC-EUR

    52.780,87
    +1.213,50 (+2,35%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.430,53
    -21,11 (-1,45%)
     
  • HANG SENG

    25.409,75
    +78,75 (+0,31%)
     
  • S&P 500

    4.486,46
    +15,09 (+0,34%)
     

Piazza Affari positiva, rally di UniCredit

·2 minuto per la lettura

Ai mercati piace l’esito del voto tedesco. Avvio di settimana con il segno più per le borse europee che, messe temporaneamente da parte le tensioni in arrivo dalla Cina, si sono concentrate sull’esito del voto nella prima economia europea.

Anche se per capire quale sarà la coalizione che finirà per governare serviranno settimane, al momento le due ipotesi più accreditate sono quella del “semaforo” (rosso, giallo, verde, coalizione tra Spd, liberali della Fdp e Verdi) e la “Giamaica” (nero, giallo, verde, blocco conservatore, liberali della Fdp e Verdi). In qualunque caso, ci si attende un mix di attenzione allo sviluppo e di benevolenza sui conti.

La prima seduta della settimana del Ftse Mib si è così chiusa a 26.132,24 punti, +0,63% sul dato precedente, mentre lo spread Btp-Bund si è confermato a 101 punti base. Sul paniere delle blue chip spiccano le performance di UniCredit (+5,1%), sempre più vicina a mettere le mani su MPS (+1,43%), di BPER Banca (+3,84%) e di Intesa Sanpaolo (+1,96%).

Generali (+1,61%) sempre sotto i riflettori: secondo indiscrezioni, il Comitato nomine avrebbe deliberato di proporre la conferma di Philippe Donnet come Ceo.

Tra le performance migliori troviamo anche Leonardo (+4,2%), che ha capitalizzato le indiscrezioni su un’offerta all’Esercito italiano per il programma AICS (Armored Infantry Combat System), ed i titoli del comparto oil (+3,37% di Tenaris, +2,32% di Eni e +1,68% per Saipem), spinti dal ritorno del Brent a livelli che non si vedevano da tre anni a 78,6 dollari.

A contenere i rialzi ci hanno pensato le aziende di pubblica utilità: Enel ha segnato un -1,01%, Snam un -0,7% e Terna un -0,78%. Giornata da dimenticare per La Doria (-12,45%): le trattative con Investindustrial per la cessione della partecipazione di maggioranza prevedono un controvalore di 16,5 euro (oggi il titolo ha chiuso a 17,02 euro). (in collaborazione con money.it)

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli