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Piazza Affari rimbalza, mercato spera in governo Draghi bis

(Adnkronos) - Il mercato finanziario spera in un governo Draghi bis. A Piazza Affari, dopo il crollo di ieri, oggi è tornato l'ottimismo, con le dimissioni dell'ex presidente della Bce che sono state respinte dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Gli investitori puntano su una stabilizzazione dello scenario politico italiano e sperano in un nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi. Il Ftse Mib sale dell'1,25% a 20.810 punti, in linea con le altre borse europee, mentre lo spread Btp-Bund viaggia a 223 punti dopo la fiammata di ieri e in attesa delle comunicazioni di Draghi mercoledì in Parlamento. Per Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia, i mercati stanno scontando "una nuova soluzione di governo con a capo sempre Draghi", visto che le alternative, fra cui quella di un esecutivo che traghetti il Paese verso nuove elezioni, sembrano essere "troppo punitive per l’economia italiana in un momento così delicato" dal punto di visto geopolitico, economico e sanitario.

"Riteniamo che una soluzione con Draghi a capo dell’esecutivo possa diminuire le tensioni finanziarie e riportare lo spread a 200 punti base", sottolinea Diodovich. "Draghi a Palazzo Chigi sarebbe una soluzione molto favorita dalle istituzioni europee e garantirebbe un processo più accelerato per il programma della Bce per evitare la frammentazione finanziaria all’interno dell’eurozona", il cosiddetto scudo anti-spread. Altre soluzioni, invece, "potrebbero portare forti tensioni nel breve con uno spread Btp-Bund ben al di sopra dei 250 punti base, che potrebbe spingersi anche verso i 300 punti in caso di elezioni anticipate".

Le dimissioni di Draghi, commenta Peter Goves, European Interest Rate strategist di Mfs Investment Management, "sono state una sorpresa per il mercato e determinano nuove incertezze politiche per gli spread dei Btp". L'appuntamento di mercoledì prossimo "potrebbe essere la chiave del futuro di un eventuale governo. È plausibile che Draghi possa rimanere premier o che si insedi un nuovo governo tecnico". In ogni caso, continua, "questa situazione complica le cose per la Bce. Nel complesso, quindi, restiamo vigili sugli spread nel breve termine”.

Mark Dowding, chief investments officer di Bluebay, sottolinea che "le prossime mosse sono alquanto incerte, ma si teme che l’attuale coalizione possa crollare, con conseguenti possibili elezioni anticipate. È chiaro che la politica rimane un rischio in Europa e conferma che, sebbene uno strumento dell’Eurotower possa limitare gli spread, non fermerà completamente la volatilità in un mondo post-Quantative easing".

Per Andy Mulliner, a capo delle Global Aggregate Strategies di Janus Henderson, "se l’attuale esecutivo si sfaldasse e si andasse a elezioni anticipate, ci troveremmo di fronte a un governo molto diverso da quello attualmente guidato da Draghi, un'ampia coalizione di destra e sinistra, visto che i sondaggi attuali suggeriscono che una coalizione di destra potrebbe ottenere la maggioranza". Anche se "l'uscita dall'Eurozona non è più un’eventualità che questi partiti sostengono, un governo di destra sarebbe probabilmente fortemente euroscettico e anti-immigrazione e le relazioni con l'Ue ne risentirebbero. Esattamente l'opposto della situazione attuale con Draghi come premier".

Un governo sostenuto da una maggioranza di centrodestra "solleverà le preoccupazioni degli investitori sulle prospettive a lungo termine dell'Italia, sia per quanto riguarda l'Eurozona sia per quanto riguarda la sostenibilità delle sue finanze". Non dovrebbe trattarsi di un pericolo "acuto come quello che abbiamo visto nella crisi sovrana". Per Mulliner "in assenza della volontà di portare avanti l'attuale coalizione fino alla scadenza originariamente prevista del maggio 2023, dovremmo aspettarci un aumento dei rendimenti dei Btp e un ampliamento degli spread". Tuttavia, "non ci aspettiamo una crisi del debito italiano ed è importante notare che gli investitori sono in ogni caso preparati per un cambio di governo nel 2023 e l’esposizione al debito italiano non è più quello di qualche anno fa".

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