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Piazza Affari in rosso, i conti sostengono Mediobanca

·2 minuto per la lettura

La seduta di Piazza Affari e delle altre borse europee si chiude in rosso. Nonostante l’avvio sopra la parità degli indici a Wall Street, spinti da trimestrali quasi sempre migliori del consenso, i listini del Vecchio continente hanno preferito la prudenza in attesa del meeting della BCE in calendario domani.

Tra i titoli più penalizzati del Ftse Mib, che si è fermato a 26.806,19 punti (-0,61%), ci sono quelli bancari con il -2,44% di BPER Banca, il -1,77% di Banco BPM, il -1,15% di Intesa Sanpaolo ed il -0,64% di UniCredit.

Chiusura di poco sopra la parità per Mediobanca (+0,1%) grazie alla pubblicazione dei dati trimestrali: Piazzetta Cuccia nei primi tre mesi dell’esercizio 2021-2022 ha registrato un utile netto di 262 milioni, +31% rispetto a 12 mesi prima (consenso a 225 milioni), ed un fatturato di 706 milioni, +13% a/a.

Secondo indiscrezioni, il Ministero dell’economia sarebbe intenzionato a chiedere alle autorità europee un’estensione delle tempistiche per l’uscita dal capitale di Monte dei Paschi di Siena (-1,04%).

La performance peggiore sul paniere delle blue chip è stata registrata da Nexi (-6,64%), penalizzata dal tonfo della francese Worldline dopo i conti.

Il ritracciamento del greggio, in future con consegna gennaio segna un rosso di un punto e mezzo percentuale a 84,4 dollari al barile, ha spinto al ribasso il terzetto formato da Eni (-0,73%), Tenaris (-1,54%) e Saipem (-1,4%), con quest’ultima in attesa dei dati.

Eni e Point Resources, proprietarie rispettivamente del 69,85% e del 30,15% di Vår Energi, hanno annunciato di voler avviare una revisione strategica riguardante il futuro assetto proprietario della società “al fine –si legge nel comunicato- di perseguire al meglio la crescita futura e massimizzare la generazione di valore”. La revisione prenderà in considerazione varie alternative, inclusa una possibile offerta pubblica iniziale in borsa.

Un sostegno per il Ftse Mib è arrivato da Enel e Terna, salite rispettivamente dello 0,99 e dello 0,49 per cento. Chiusura debole per Italgas (-0,5%) che ha chiuso i nove mesi con un utile netto in versione “adjusted” di 273,6 milioni, +10,5% rispetto a 12 mesi prima.

Poco mosso, a 106 punti base, lo Btp-Bund nel giorno del collocamento di Bot semestrali per 6 miliardi: il rendimento si è attestato al -0,55%, meno 1 centesimo rispetto all’asta del mese precedente e nuovo minimo storico. (in collaborazione con money.it)

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