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Piazza Affari in rosso, tonfo di DiaSorin

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La settimana delle banche centrali si chiude con il segno meno. Con gli istituti centrali che hanno sostanzialmente rispettato le attese, le tensioni inflazionistiche non permettevano più di far finta di niente, nell’ultima seduta dell’ottava gli operatori sono tornati a focalizzarsi sulle indicazioni in arrivo dal fronte sanitario, dal quale non arrivano indicazioni incoraggianti.

A complicare il quadro ci hanno pensato le “quattro streghe”, la scadenza di opzioni e future su indici e azioni. Il Ftse Mib ha chiuso la settimana a 26.611,41 punti, -0,64% rispetto al dato precedente, mentre lo spread tra i nostri titoli e quelli “made in Germany” è sceso del 2,2% a 129 punti base.

Sul paniere delle blue chip a far rumore oggi è stato l’andamento delle azioni DiaSorin, in rosso del 10,83% dopo l’approvazione del piano industriale al 2025. Per l’esercizio 2022, il fatturato è atteso in rosso del 2% (+24% per il dato ex-Covid) mentre l’Ebitda margin “adjusted” è visto al 35% (38% nel 2025).

Giornata negativa anche per FinecoBank e Prysmian, scese rispettivamente del 3,92 e dell’1,99 per cento. Rosso anche per Eni (-1,2%), spinta dal rosso di quasi 2 punti percentuali del Brent, sceso a 73,7 dollari il barile, e per Stellantis (-2,61%), dopo che l’Acea (l’Associazione dei produttori europei) ha annunciato che a novembre le immatricolazioni hanno segnato un -20% annuo (-23,5% per il gruppo nato da PSA e FCA).

Nel comparto bancario, -1,65% di Intesa Sanpaolo e -0,17% di Bper Banca, con quest’ultima penalizzata dalla nota in cui il Fondo Interbancario per la tutela dei depositi ha reagito all'offerta per Banca Carige (-7,19%). (In collaborazione con money.it)

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