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Piazza Affari scatta sul finale, attesa per sorte governo. Enel vola con le altre utility

Titta Ferraro
·2 minuto per la lettura

Giornata altalenante per Piazza Affari che alla fine conquista il segno più. Il Ftse Mib ha chiuso a 22.743 punti, in rialzo dello 0,43%. La seduta è stata caratterizzata dal nervosismo per le tensioni politiche in Italia che potrebbero sfociare in una crisi di governo anche se nelle ultime ore il premier Conte sta cercando di ricucire lo strappo con Italia Viva. Gli esperti di mercato tendono comunque ad escludere lo scenario peggiore, ossia di elezioni anticipate. Intanto a livello globale riemergono preoccupazioni legate al pericolo di nuovi lockdown nel mondo e la stessa numero uno della Bce, Christine Lagarde, ha detto di temere che le restrizioni si estenderanno anche oltre il mese di marzo. Tra le big di Piazza Affari giornata fiacca per FCA (-0,42%). Il Lingotto ha comunicato che il dividendo straordinario di 1,84 euro per azione legato alla fusione con PSA diventa incondizionato e il calendario della distribuzione straordinaria per entrambi i mercati di quotazione (New York Stock Exchange e Mercato Telematico Azionario) sarà ex-date giovedì 14 gennaio 2021; record date venerdì 15 gennaio 2021 e data di pagamento 29 gennaio 2021. "Sebbene il dividendo straordinario sia posto in pagamento successivamente al perfezionamento della fusione, onde evitare ogni dubbio, si precisa che il dividendo non sarà pagabile su azioni Stellantis emesse a favore dei precedenti azionisti di PSA al momento dell’efficacia della fusione o ad altri azionisti che acquisteranno azioni Stellantis successivamente all'efficacia della fusione", rimarca la nota di FCA. Sono tornati gli acquisti su ENEL (+1,39%) dopo il dietrofront di ieri. Molto bene anche Italgas con +2,79%. Tra le banche invece cali consistenti di oltre l'1% per Bper e Banco BPM. Miglior titolo di giornata anche oggi Azimut (+3,87%) con ancora l'eco dei conti record 2020. Sotto i riflettori oggi soprattutto Hera (+2,93% a 3,16 euro) sull'onda del nuovo piano, presentano nel pomeriggio, che prevede investimenti in crescita a circa 3,2 miliardi di euro, in media di 640 milioni all’anno; un volume significativamente superiore (circa +40%) rispetto alla media dell’ultimo quinquennio. Inoltre, il nuovo business plan conferma la crescita prevista dalla precedente pianificazione: al 2024 il gruppo prevede un margine operativo lordo di 1,3 miliardi di euro, in aumento di 215 milioni rispetto ai 1.085 milioni di fine 2019, con un incremento medio annuo di circa 43 milioni. Quanto al capitolo cedola, Hera afferma che il dividendo di competenza del 2020, previsto a 10,5 centesimi per azione, aumenterà fino a raggiungere i 12,5 centesimi del 2024 (+25% rispetto all’ultimo dividendo pagato).