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Piazza Affari scende aspettando la Fed

(Adnkronos) - Segno meno per il listino milanese nel gran giorno del meeting della Federal Reserve: per combattere un tasso di inflazione a livelli che non si vedevano da 40 anni, l’istituto con sede a Washington dovrebbe incrementare il costo del denaro di 50 punti base (e qualche analista stima un +0,75%). Particolarmente importante sarà anche l’outlook sulle future mosse (nel prossimo meeting è attesa una stretta di pari dimensioni). In scia delle nuove sanzioni che potrebbero essere approvate dal Consiglio Ue, che punta ad un embargo totale ma progressivo del petrolio in arrivo da Mosca, il future sul Brent quota in rialzo del 3,5% a 108,6 dollari al barile. Non a caso, tra le poche performance positive sul Ftse Mib, che ha chiuso a 23.902,06 punti (-1,4%), troviamo quelle di Saipem ed Eni, in aumento rispettivamente dello 0,75 e dello 0,53%. Denaro anche su A2A (+2,57%), che oggi ha capitalizzato un report di Citi.

Nel comparto industriale spicca il -2,67% di Cnh Industrial, che ha chiuso il primo trimestre con un Ebit adjusted delle attività industriali in crescita di 36 milioni a 429 milioni di dollari. I ricavi consolidati hanno totalizzato 4,6 miliardi (+13,4%). Tra i bancari, UniCredit ha perso il 2,82% ed Intesa Sanpaolo, che secondo quanto riportato dai giornali in edicola ha avviato il cantiere per la riduzione di crediti deteriorati, è scesa dell’1,79%.

Giornata di conti anche per Ferrari, titolo peggiore del paniere principale con un -5,57%. La casa del cavallino ha chiuso il primo trimestre con utili netti in aumento del 16% a 239 milioni di euro e ricavi in aumento del 17% a 1,186 miliardi. Continua la marcia di avvicinamento dello spread Btp-Bund alla soglia dei 200 punti: oggi il differenziale di rendimento Italia-Germania è salito di oltre il 4% a 197 punti base. (in collaborazione con Money.it)

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