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Piazza Affari si sgonfia in avvio di ottava, giù FCA e Ferragamo

Titta Ferraro

Incipit di settimana senza verve per Piazza Affari tra rinnovati timori sui dazi e le proteste di Hong Kong. Il Ftse Mib ha ceduto lo 0,53% a quota 23.463 punti. Dopo l'ottimismo sui dazi che ha alimentato il rally delle ultime settimane, nel pomeriggio di oggi è emerso il rischio di tensioni. Secondo la Cnbc, funzionari del governo cinese avrebbero espresso pessimismo relativo ai negoziati in corso.

Oggi il Ftse Mib ha fatto i conti anche con lo stacco cedola (acconto o saldo) da parte di 5 titoli. In particolare Mediobanca (-3,15% a 10,31 euro). L'istituto di piazzetta Cuccia ha staccato oggi una cedola pari a 0,47 euro per azione, pari a un yield vicino al 4,5%. Per Mediobanca è il dividendo effettivo e non un acconto in quanto ha chiuso il bilancio 2018-2019 al 30 settembre.

Tra gli altri titoli oltre -3% anche per Ferragamo. Tra i peggiori anche FCA (-2,82%) in scia al warning lanciato da Volkswagen. Il colosso auto tedesco ha annunciato oggi che prevede un utile operativo in crescita di almeno il 25% nel periodo 2016-2020, inferiore rispetto a una previsione precedente di oltre +30%. Pesa la recessione che caratterizza in mercato auto a livello globale. La società con sede a Wolfsburg ha inoltre ridotto le sue previsioni di crescita delle vendite a medio termine al 20% da oltre il 25%.

Tra i segni più Bper (+1,21%) con il ceo di Unipol (azionista di riferimento) che ha annunciato un pieno appoggio per future integrazioni della banca emiliana.