Piazza Affari soffre con tensioni politiche. Spread in rimonta

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A Piazza Affari le vendite continuano a dominare la scena, in un mercato che quest’oggi non riesce in alcun modo a sintonizzarsi con l’andamento positivo delle altre Borse europee. In realtà la Borsa italiana ci ha anche provato e dopo una partenza incerta ha visto il Ftse Mib (MDD: FTSEMIB.MDD - notizie) imboccare la via dei guadagni, tanto da arrivare a lambire l’area dei 16.100 punti, con un progresso di circa un punto percentuale. Un rialzo che però ha avuto vita breve visto che in seguito l’indice non solo ha azzerato i guadagni, ma è scivolato pesantemente in territorio negativo. Il Ftse Mib è sceso fino all’area dei 15.630 punti, con una flessione di quasi due punti percentuali, salvo poi ripianare in parte le perdite e presentarsi ora poco sotto i 15.850 punti, con una contrazione dello 0,69%. Le vendite a Piazza Affari si sono abbattute contestualmente ad un inasprimento dello spread BTP-Bund che è anche arrivato poco sopra i 330 punti, e ora viene fotografato a 325,22 punti, con un rally di tre punti percentuali rispetto al close di ieri. A gettare il mercato italiano nello scompiglio hanno contribuito soprattutto le cattive notizie arrivate dal fronte politico. Il Governo Monti ha ottenuto la fiducia in Senato sul decreto crescita, ma i voti favorevoli sono stati solo 127, contro 17 contrari e 23 astenuti. Al voto non ha partecipato il PdL che toglie così il suo sostegno al Governo Monti, facendo sì che quest’ultimo non abbia più la maggioranza al Senato. Tanto è bastato per spaventare gli operatori, visto che, come commentando nelle sale operative, il ribasso di Piazza Affari e l’ampliamento dello spread BTP-Bund sono da ricondurre senza dubbio al rischio politico. A spaventare è l’uscita del PdL dalla maggioranza che ripropone in primo piano la minaccia di elezioni anticipate, peraltro con il vecchio sistema elettorale dal momento che la riforma non è stata ancora attuata.

, Il quadro politico così si presenta ancora più instabile, visto che la fiducia a Monti è messa seriamente in pericolo e ora si cercherà di capire quanto possa essre in bilico la credibilità del Paese che pure ha recuperato non poche posizioni nell’ultimo anno. Non dimentichiamo che dall’autunno scorso, dopo l’arrivo di Monti seguito alle dimissioni dell’ex premier Silvio Berlusconi, lo spread BTP-Bund ha quasi dimezzato il suo valore, scendendo dal record dei 574 punti base fin poco sotto i 300 basis point nei giorni scorsi. Certo il merito non è stato solo del Governo Monti, visto che nel frattempo si è avuto un miglioramento dello scenario su altri fronti, con particolare riferimento alla crisi della Grecia e della Spagna. E a spaventare gli investitori ora è proprio lo spettro della ricaduta in una fase di incertezza politica che di sicuro non fa bene nè al nostro Paese nè a Piazza Affari. Una prova di ciò è data proprio dall’andamento della seduta odierna, con l’indice che si è mostrato subito con i nervi scoperti dopo le prime avvisaglie di una possibili crisi politica. Certo lo storno di oggi non è tutto da imputare alle cattive notizie arrivate dal fronte politico, come evidenziato da Marco Sturlese, gestore del fondo lussemburghese Fenice, il quale ha dichiarato che di sicuro pesa la tensione politica, ma anche il fatto che a Piazza Affari gli indicatori avevano raggiunto livelli di ipercomprato, motivo per cui era più che lecito attendersi una flessione del listino delle blue chips.

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